«Sacrificate la vostra vita»: la campagna iraniana allarma la Svizzera

Il messaggio è stato diffuso anche dall'ambasciata di Teheran a Berna.
Il messaggio è stato diffuso anche dall'ambasciata di Teheran a Berna.
BERNA - L’ambasciata iraniana a Berna ha diffuso anche in Svizzera un appello che invita cittadini iraniani, nel Paese e all’estero, a «sacrificarsi per la patria». Il messaggio rientra nella campagna internazionale del regime di Teheran chiamata Janfada, termine che significa «io sacrifico la mia vita» o «auto-sacrificio», e che sta generando reazioni di forte inquietudine in diversi Stati occidentali.
Il simbolo della campagna, riferisce la Nzz am Sonntag, è un’immagine diffusa sui canali ufficiali dell’ambasciata: un soldato in uniforme da combattimento che tiene tra le mani una bandiera iraniana. Sopra l’immagine compare la scritta “Janfada” e l’invito a partecipare all’iniziativa. L’obiettivo dichiarato è mostrare che il popolo iraniano sarebbe pronto a giocare un ruolo attivo nel «confronto con il nemico americano-sionista» e nella «difesa della Repubblica islamica».
Secondo le autorità iraniane, circa 26 milioni di persone si sarebbero già registrate alla campagna, un dato non verificabile. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni internazionali, il messaggio sarebbe stato diffuso su larga scala attraverso SMS in Iran e tramite ambasciate in vari Paesi del mondo, tra cui Svizzera, Germania e Regno Unito. Anche figure politiche di alto livello avrebbero sostenuto pubblicamente l’iniziativa: il presidente Masud Pezeshkian avrebbe dichiarato di essere pronto, come milioni di iraniani, a «sacrificare la propria vita per il Paese».
Un significato poco chiaro
Il significato concreto della campagna resta però poco chiaro e oggetto di interpretazioni divergenti. In Germania le autorità parlano di una «misteriosa campagna di reclutamento» del regime islamista, inserita in una più ampia strategia di mobilitazione contro il «nemico americano-sionista». Il servizio di intelligence interno ipotizza che il contesto sia legato al timore iraniano di una possibile offensiva militare statunitense.
Ancora più netta la reazione del Regno Unito, dove il governo ha convocato l’ambasciatore iraniano a Londra in seguito a contenuti giudicati «inaccettabili e istigatori». Secondo la stampa britannica, la tensione sarebbe esplosa dopo un messaggio dell’ambasciata iraniana su Telegram che invita i «coraggiosi figli e figlie dell’Iran» a registrarsi per la campagna, affermando: «Saremo tutti pronti a sacrificare la nostra vita piuttosto che lasciare il nostro Paese al nemico». Per alcuni media, tra cui la Daily Mail, si tratterebbe di un chiaro riferimento al martirio.
Discussioni tra il DFAE e l'ambasciatore iraniano a Berna
In Svizzera, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato di essere a conoscenza della campagna e di averne discusso con l’ambasciatore iraniano a Berna nell’ambito dei contatti diplomatici regolari. Il DFAE ricorda che le rappresentanze straniere sono tenute a rispettare il diritto internazionale e le leggi dello Stato ospitante.
L’ambasciata iraniana in Svizzera, che ha diffuso il messaggio anche su Telegram e sulla piattaforma X, non ha risposto alle richieste di chiarimento dei media. In altri Paesi, invece, rappresentanti diplomatici iraniani hanno sostenuto che la campagna avrebbe un carattere esclusivamente «simbolico» e rappresenterebbe una risposta politica alle tensioni con Stati Uniti e Israele, senza alcuna implicazione violenta.
Una spiegazione che però appare in contrasto con la retorica utilizzata nei materiali ufficiali, dove il tema del sacrificio personale e della disponibilità a «dare la vita per il Paese» è centrale. In questo contesto, la campagna Janfada si inserisce in una strategia comunicativa fortemente ideologica, che richiama concetti di martirio e resistenza già utilizzati in passato dalla propaganda iraniana, soprattutto durante periodi di conflitto e tensione internazionale.
Resta quindi aperta la domanda su quale sia la reale natura dell’iniziativa: operazione simbolica, strumento di mobilitazione politica o segnale di una più ampia strategia di radicalizzazione del discorso pubblico del regime. Nel frattempo, le reazioni internazionali indicano che l’attenzione su queste attività è destinata a crescere.




