Dispiegato il Sudario di Carnia

Diverse centiania di persone si sono ritrovate per aprire il lenzuolo simbolo di memoria e denuncia, per la prima volta in Ticino
Diverse centiania di persone si sono ritrovate per aprire il lenzuolo simbolo di memoria e denuncia, per la prima volta in Ticino
BELLINZONA - Una camminata per i diritti e contro l’indifferenza ha attraversato ieri pomeriggio il territorio da Monteceneri a Bellinzona, seguendo la via Storica del Monte Ceneri. Nel Parco Urbano della capitale è stato poi aperto il Sudario di Carnia per la pace: un telo di 27 x 7 metri che riporta i nomi dei 18457 bambini, bambine e giovani tra 0 e 17 anni uccisi a Gaza tra il 7 ottobre 2023 e il 31 luglio 2025.
Sudario che viene accolto dalle piazze della vicina l’Italia da un anno a questa parte e che per la prima volta si troverà in Ticino. «Con i nomi dei bambini palestinesi uccisi - riferisce il comitato organizzativo 24maggio - desideriamo anche aprire un discorso più ampio di commemorazione di tutti i bambini che stanno morendo in tutte le più di 52 guerre che stanno affliggendo il nostro globo in questo preciso momento».
La manifestazione prosegue oggi con del minestrone condiviso, cucinato dal Gruppo della Grà di Carabbia, in piazza Nosetto e la possibilità di partecipare ad attivi dibattiti.
Il gruppo 24maggio.ch è un collettivo di «cittadine e cittadini comuni, apartitico e aconfessionale, che si è spontaneamente e liberamente costituito nell’aprile del 2025 con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza e di fare pressione sul Consiglio federale affinché non si limitasse a tiepide e generiche considerazioni di circostanza sul massacro in corso a Gaza, ma mettesse in atto misure concrete nei confronti dello stato israeliano per tentare di fermare il genocidio della popolazione palestinese. Preoccupati e angosciati non solo per le drammatiche condizioni soprattutto di donne e bambini, ma anche per il disprezzo dei valori umani fondamentali e per l’evidente attacco ai principi fondanti della democrazia e del diritto internazionale, indignati di fronte alla vergognosa passività e complicità dei governi occidentali, e in particolare di quello della nostra Svizzera, paese depositario delle Convenzioni di Ginevra, ci siamo unite e uniti per cercare di dare voce al dissenso nostro e di tanti altri cittadini».








