«Più che i voli, decollano i costi dell’aeroporto»

Interpellanza al Municipio su aumenti di spesa, ritardi nei piani di sviluppo e gestione controversa delle risorse per lo scalo ticinese.
LUGANO - AGNO - «Più che i voli, decollano i costi dell’aeroporto». Con questo titolo le consigliere comunali Sara Beretta Piccoli (PVL) e Carola Barchi (PLR) hanno presentato un’interpellanza al Municipio, sollevando interrogativi sulla gestione finanziaria e strategica dello scalo di Lugano-Agno.
Il documento richiama il dibattito di novembre 2024, quando il Consiglio comunale aveva approvato un credito di circa 1,2 milioni di franchi per interventi urgenti di manutenzione e sicurezza, chiedendo contestualmente un piano chiaro per il futuro dell’aeroporto e la definizione di un partenariato pubblico-privato. Secondo le firmatarie, a distanza di tempo questo quadro strategico non è ancora stato presentato.
Dal 2020 a oggi, ricordano le consigliere, si sono susseguiti una «call of interest» avviata e poi annullata, la creazione di un gruppo di lavoro i cui risultati tardano ad arrivare, annunci di strategie imminenti poi rinviate e un continuo slittamento delle tempistiche. Nel frattempo, il Consiglio comunale sarebbe stato chiamato a deliberare risorse pubbliche senza disporre di un quadro complessivo credibile.
«Una direzione politica deve precedere – non seguire – gli strumenti pianificatori», si legge nell’interpellanza, che critica l’impostazione del Municipio, secondo cui la strategia potrà essere definita solo dopo l’approvazione della scheda PSIA.
Il Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA) e il rinnovo della concessione federale, in scadenza nel 2026, vengono indicati come nodi centrali. Senza questi due elementi, sottolineano le consigliere, «non vi può essere alcun partenariato pubblico-privato credibile, né alcuna strategia di sviluppo sostenibile». Tuttavia, le informazioni fornite al Legislativo su questi temi vengono definite «frammentarie» e talvolta «contraddittorie».
Un ulteriore elemento di criticità riguarda i costi. Sulla base delle commesse pubbliche del 2025, le firmatarie segnalano impegni complessivi superiori ai 4 milioni di franchi. Di questi, circa 2,7 milioni sarebbero legati all’acquisto di carburante destinato alla rivendita. Resta però il fatto che, secondo il testo, l’importo complessivo non includerebbe l’IVA, con un possibile aumento significativo dei costi.
L’interpellanza solleva anche dubbi sul piano istituzionale: la frammentazione delle spese in commesse di entità contenuta potrebbe configurare, «di fatto, un aggiramento della volontà espressa dal Consiglio comunale».
Tra le 25 domande rivolte al Municipio figurano richieste sullo stato di avanzamento del PSIA, sulle tempistiche per il rinnovo della concessione, sulla visione politica per lo scalo – inclusa l’eventuale priorità all’aviazione privata rispetto ai voli di linea – e sulle garanzie che non vengano richiesti ulteriori crediti prima del 2026.
Le consigliere chiedono inoltre chiarimenti dettagliati sulle commesse pubbliche, sulla quota di spesa destinata al carburante, sui ricavi della rivendita e sulle basi legali che hanno autorizzato gli impegni finanziari. Al centro delle richieste anche il tema della trasparenza e del rapporto con il Legislativo.
«Come intende il Municipio garantire maggiore trasparenza e un’informazione tempestiva al Legislativo su impegni finanziari complessivi di questa portata?», si legge tra i quesiti conclusivi.



