«Priorità a prodotti locali, superfici e formazione»

Camera cantonale dell’agricoltura: ripartire dalle basi per valorizzare il territorio.
BELLINZONA - Il settore agricolo ticinese archivia un 2025 generalmente positivo, ma guarda al 2026 con crescente preoccupazione. È quanto emerso dalla Camera cantonale dell’agricoltura, l’assemblea annuale del settore, riunitasi oggi (2 maggio) all’auditorium di BancaStato con una cinquantina di delegati e delegate degli enti affiliati all’Unione Contadini Ticinesi (UCT).
In un contesto internazionale più complesso, segnato da tensioni che accelerano cambiamenti strutturali, l’assemblea ha ribadito la necessità di agire «con maggiore intensità su ciò che è di competenza cantonale. Tre le risoluzioni approvate all’unanimità e indirizzate alle autorità: valorizzazione dei prodotti locali, gestione delle superfici agricole nei grandi cantieri e rafforzamento della formazione continua».
Il presidente Omar Pedrini ha ricordato come l’opinione pubblica sia consapevole delle difficoltà dei comparti lattiero-caseario e vitivinicolo, soffermandosi anche sui danni causati da ungulati e grandi predatori: «Non vogliamo né possiamo vivere di soli indennizzi». Secondo Pedrini, la politica ha mostrato attenzione, ma «occorre un’applicazione più efficace e concreta perché non se ne può più».
Nel suo intervento, il segretario agricolo cantonale Sem Genini ha evidenziato l’ampio ventaglio di attività svolte dall’UCT, sottolineando come oggi sia possibile «potere contribuire più che in passato a progetti a favore della nostra agricoltura, che sono molti e coprono tutti i diversi settori produttivi».
Prodotti locali al centro
La prima risoluzione richiama l’attenzione sulla scarsa presenza di prodotti locali in eventi e manifestazioni organizzati sul territorio, spesso anche con fondi pubblici. Secondo i promotori, si tratta di occasioni importanti per valorizzare l’identità ticinese e rafforzare il legame con il territorio. Il principio indicato è chiaro: «Locale come prima scelta, svizzero l’alternativa ed estero solo l’eventuale ripiego».
Superfici agricole e cantieri
La seconda risoluzione affronta il tema dell’occupazione delle superfici agricole da parte dei cantieri delle grandi opere. Pur riconoscendone l’utilità pubblica, i delegati evidenziano le criticità per le aziende agricole, in particolare perché questi terreni rientrano nel computo della superficie aziendale, influenzando anche il numero di animali allevabili e mettendo a rischio il trapasso generazionale. In Ticino, solo il 18% dei terreni agricoli è di proprietà dei gestori. La richiesta è quindi di introdurre misure specifiche, con indennizzi più equi e una gestione più parsimoniosa delle superfici coinvolte.
Formazione continua
La terza risoluzione sottolinea l’importanza della formazione continua per le professioni agricole. Pur riconoscendo il valore degli scambi con il resto della Svizzera, l’assemblea evidenzia la necessità di sviluppare un’offerta formativa locale, adeguata alle specificità linguistiche e geografiche del Ticino. Con risorse aggiuntive limitate, e in collaborazione con il Centro Professionale del Verde di Mezzana, si potrebbero ottenere risultati concreti per il settore.



