Prelevati nella notte da 20 agenti, ammanettati ed espulsi all'istante con un volo speciale

È polemica sull'espulsione di una famiglia originaria del Burundi che risiedeva in canton Argovia. I genitori sarebbero stati ammanettati davanti agli occhi dei loro tre bambini.
È polemica sull'espulsione di una famiglia originaria del Burundi che risiedeva in canton Argovia. I genitori sarebbero stati ammanettati davanti agli occhi dei loro tre bambini.
ZURIGO - Il 21 aprile all'Aeroporto di Zurigo, un Boeing 737-8 Max della compagnia low cost Smartwings è atterrato fuori dagli orari di servizio regolari. L'aereo è atterrato alle 4.12 e alle 6.48 è ripartito in direzione di Hurghada, in Egitto.
Tempistiche, queste, che hanno dato nell'occhio: i voli a Zurigo sono infatti consentiti solo fino alle 23, con un margine per i ritardi che si spinge fino alle 23.30. Tra mezzanotte e le 6 vige il divieto di voli notturni e per le eccezioni (anche voli di soccorso, di polizia o statali) va richiesto un permesso speciale.
Ma ora si sa come mai questo aereo ha spiccato il volo: si trattava di un volo di espulsione. A svelarlo, attraverso i social media, è stato il consigliere di Stato zurighese Mario Fehr: «Un volo speciale per il Burundi per rimpatriare richiedenti asilo respinti nel loro paese d'origine. Un sentito ringraziamento alla Polizia cantonale di Zurigo, alle altre forze di polizia e alla Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) per questo sforzo congiunto».
I genitori sarebbero stati ammanettati davanti ai bambini
Il caso sta però suscitando clamore nel canton Argovia: le modalità adottate per l'espulsione hanno smosso diverse critiche nel mondo politico. Secondo quanto riportato dall'Aargauer Zeitung, infatti, l'operazione si è svolta verso le 2 del mattino, quando circa 20 agenti hanno prelevato la famiglia da una struttura di Neuenhof e l'hanno accompagnata fuori dal Paese con il suddetto volo speciale.
La famiglia viveva nel cantone da circa tre anni.
Maschera in testa e diretti all'aeroporto
I genitori sarebbero stati ammanettati davanti agli occhi dei loro tre figli di due, sei e otto anni. Successivamente il padre ha dichiarato: «Nessuno dei presenti si è preoccupato di loro. Sono stato portato di peso sul furgone della polizia e condotto direttamente in aeroporto. Mi hanno messo una maschera in testa e mi hanno portato di peso su per le scale fino all’aereo.
I deputati del Partito Socialista parlano di un «dispiegamento di polizia assolutamente eccessivo» e affermano che i bambini sarebbero stati traumatizzati senza alcuna considerazione. Lo Stato di diritto si misura non solo dalla decisione, ma anche dall’umanità con cui viene eseguita, sottolinea il partito, esprimendo inoltre preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti umani in Burundi.
Il Cantone si difende
Il Canton Argovia, intanto, difende il rimpatrio della famiglia. Esso sarebbe avvenuto «in stretta collaborazione con la Confederazione» e, oltre alla polizia, sul posto erano presenti l’autorità migratoria, i servizi sociali, personale medico e un osservatore della Commissione contro la tortura. «Per garantire la sicurezza della famiglia e dei presenti in ogni momento a un livello elevato, è necessario un simile dispiegamento», dichiarano le autorità.
Mezzi coercitivi come manette o protezioni contro gli sputi sono consentiti quando le persone coinvolte oppongono resistenza, viene precisato. I bambini sarebbero inoltre stati «costantemente assistiti» e il loro benessere «particolarmente considerato». Le persone coinvolte non vengono informate in anticipo per evitare tentativi di fuga, viene chiarito.





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