Torna l'album Panini dei Mondiali (e bisognerà essere pronti a spendere)

I pacchetti costeranno 1,50 franchi, ma conterranno sette figurine invece delle canoniche cinque
ZURIGO - Per i Mondiali di calcio del 2026, che si disputeranno in giugno e in luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, il re delle figurine torna a essere Panini: l'azienda italiana, che aveva perso la licenza UEFA per l'Europeo 2024 a favore dell'impresa americana Topps, si riprende la scena mondiale grazie all'accordo esclusivo con la FIFA, in vigore ininterrottamente da Messico 1970. Completare l'album sarà però tutt'altro che gratis, complice l'aumento delle squadre presenti.
Da domani le piccole bustine argentate con il logo Panini saranno di nuovo a portata di mano vicino alle casse dei supermercati elvetici: costeranno 1,50 franchi, più quindi del franco che occorreva sborsare in altre occasioni, ma conteranno sette figurine, due in più rispetto al solito.
L'album è venduto a 4,90 franchi e, come spesso accaduto, è in versione svizzera: gli stemmi delle squadre appaiono su sfondo dorato lucido, la carta è più spessa rispetto all'edizione internazionale e la copertina è metallizzata. Per i promotori lo "swiss finish" mira a conquistare i collezionisti più esigenti; i critici vi vedono invece un modo per far pagare di più gli appassionati nella Confederazione. Volto della campagna locale è il nazionale svizzero Dan Ndoye, attaccante 25enne che quest'estate disputerà il suo primo Mondiale.
Il ritorno al classico
L'Europeo 2024 in Germania aveva segnato una cesura storica. Dopo 42 anni di partnership, Panini aveva perso la licenza UEFA a favore di Topps, con risultati controversi. Nell'album Topps mancavano ad esempio stelle come Kylian Mbappé, Manuel Neuer e Phil Foden, a causa di problemi di diritti. Inoltre i diritti sulle immagini per nazionali chiave (Germania, Italia, Inghilterra, Francia) erano rimasti a Panini, costringendo Topps a soluzioni di fortuna: bandiere nazionali al posto degli stemmi federali e giocatori ritratti senza maglia.
In Svizzera il gestore di chioschi Valora aveva registrato vendite più deboli rispetto ai precedenti tornei. E lo stesso direttore di Panini Suisse, Ezio Bassi, aveva riferito di numerosi messaggi di collezionisti delusi che chiedevano il ritorno del marchio italiano. Non si parla comunque di noccioline: nel 2018, anno dei Mondiali in Russia, l'impresa italiana ha realizzato un fatturato annuo di 1,4 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno precedente. L'edizione invernale del Qatar 2022 aveva invece deluso le aspettative a causa del calendario insolito.
La scalata delle 980 figurine
Nel 2026, con il mondiale tornato in estate e l'allargamento da 32 a 48 squadre l'album arriva a contenere 980 figurine (contro le 682 del Qatar). Più figurine significano più bustine da acquistare, e quindi maggiori ricavi per Panini. Inoltre il torneo si gioca in Nord America, un mercato ad alta capacità di spesa e con una forte tradizione nel settore dei prodotti da collezione.
Nonostante l'era di TikTok e delle app di gaming, l'album di figurine cartaceo sembra non passare di moda. Panini ha comunque sviluppato anche una controparte digitale - l'app ufficiale FIFA Panini Collection, sponsorizzata da Coca-Cola - che replica l'esperienza di apertura dei pacchetti e scambio online. Ma il prodotto fisico potrebbe approfittare di un fenomeno culturale più ampio: vinile contro streaming, fotocamera istantanea contro smartphone, i giovani riscoprono il passato. Un album completo delle figurine dei Mondiali è pur sempre un artefatto che si potrà ancora sfogliare tra vent'anni, senza timore che un server venga spento.
Inoltre il collezionismo diventa anche investimento. Le figurine di Lionel Messi e Kylian Mbappé raggiungono quotazioni considerevoli su piattaforme come Ricardo ed eBay. Tirature limitate, errori di stampa e versioni patinate possono far lievitare le cifre. L'album Panini non è solo nostalgia: è anche un mercato.
Oltre 1500 franchi per completare l'album
Per i genitori dei ragazzini appassionati di calcio il periodo può però rivelarsi complicato. Completare un album di figurine può infatti rivelarsi, nella pratica, molto più impegnativo e costoso di quanto spesso si pensi. Ciò si spiega anche con la teoria della probabilità. Secondo i calcoli, per un album completo con 980 motivi diversi occorrono in media circa 7'300 figurine, il che corrisponde a circa 1'040 pacchetti. A un prezzo di 1,50 franchi per pacchetto, ne risulta un costo medio di circa 1'560 franchi.
La causa di questo elevato dispendio è il cosiddetto "effetto dell'ultimo adesivo": i singoli motivi mancanti sono sempre più rari da trovare e fanno lievitare notevolmente la durata complessiva. All'inizio l'album si riempie rapidamente, ma più viene completato, più diventa difficile trovare i motivi mancanti.
Naturalmente chi scambia (impossibile dimenticare il ritornello "celo celo manca") spende meno, sebbene le cifre in gioco rimangano considerevoli. In un gruppo di scambio attivo il fabbisogno statistico scende a circa 480-520 bustine: circa la metà, ovvero circa 750 franchi. Panini ha sempre considerato lo scambio come parte integrante del prodotto: il rituale sociale non è un effetto collaterale, ma un modello di affari.



