Cerca e trova immobili
FRIBORGO-ZURIGO 2026

«Friborgo vive di hockey come il Ticino»

Dallo storico titolo del Gottéron al Mondiale alla BCF Arena, John Gobbi descrive un entusiasmo senza precedenti a Friborgo e dintorni: ««80’000 persone riunite in città per la festa del titolo, con oltre 30’000 davanti alla pista».
Freeshfocus
«Friborgo vive di hockey come il Ticino»
Dallo storico titolo del Gottéron al Mondiale alla BCF Arena, John Gobbi descrive un entusiasmo senza precedenti a Friborgo e dintorni: ««80’000 persone riunite in città per la festa del titolo, con oltre 30’000 davanti alla pista».
HOCKEY: Risultati e classifiche

FRIBORGO - Il 2026 resterà scolpito nella memoria di Friborgo. Prima lo storico - e attesissimo - primo titolo di campione svizzero conquistato dal Gottéron, poi l’organizzazione del Mondiale di hockey alla BCF Arena.

L’impianto dei neo-campioni nazionali, di proprietà privata, ospiterà il Gruppo B della rassegna iridata - quello con (tra le altre) Canada, Svezia, Cechia e Slovacchia - e farà da cornice a ben trenta partite del torneo. E anche se la Svizzera giocherà a Zurigo, in Città l’attesa è già enorme. Ne abbiamo parlato con il CEO del Gottéron John Gobbi.

Friborgo ha appena festeggiato un titolo storico. C’è ancora fame di hockey e di Mondiali?
«Lo capiremo meglio la prossima settimana, quando l’euforia si sarà un po’ placata. Ma non riguarda solo la città: è coinvolta tutta la regione, tutta la Svizzera romanda. Questo è il più grande evento mai ospitato dal cantone. In due settimane abbiamo vissuto alcuni dei momenti più importanti della nostra storia recente: la festa per il titolo ha richiamato 80mila persone in città e oltre 30mila davanti alla pista. Guardando alla vendita dei biglietti, prevediamo tra le 200mila e le 250mila presenze nel cantone durante il torneo. Friborgo vive di hockey, un po’ come il Ticino: più ce n’è, più la gente ne vuole. E il nostro titolo può essere un ulteriore traino».

Dietro alla candidatura c’è stata una grande programmazione, ma anche la ristrutturazione della pista. Quanto ha inciso sul successo del club?
«Moltissimo. Senza la nuova arena tutto questo non sarebbe stato possibile, né a livello di atmosfera né sul piano economico. Basta pensare che a ogni partita casalinga vengono servite circa 1'100 fondue. Grazie alla nuova pista, ai continui sold out e all’entusiasmo attorno alla squadra, abbiamo potuto reinvestire nella società: prima squadra, settore giovanile e movimento femminile. Senza questa struttura non saremmo arrivati fin qui».

Sprunger ha chiuso la carriera conquistando finalmente il titolo…
«La sua storia è incredibile. È una leggenda del club. Tutto era iniziato a Davos con la sua prima partita, poi è arrivata la Coppa Spengler e infine il titolo svizzero proprio nell’ultima gara della carriera, ancora a Davos. Una chiusura perfetta».

Passando alla Nazionale: la Svizzera si è avvicinata al Mondiale nel peggior modo possibile, tra sconfitte e il caso Fischer. Può lasciare strascichi?
«Non credo. Cadieux conosce già bene il gruppo e i meccanismi della Nazionale: ha lavorato a lungo con Fischer e ha già maturato esperienze importanti, come le Olimpiadi. I Mondiali si giocano sempre per vincere, in casa o fuori. Certo, il contesto non è ideale, ma spesso è proprio nei momenti difficili che emerge il carattere di una squadra. Le sconfitte contro Svezia e Finlandia? Non mi preoccupano affatto».

Anche perché il gruppo sarà molto diverso: sono arrivati nove reduci della finale (tra cui i friborghesi Berra, Seiler, Bertschy e Biasca) e quattro nuovi NHLer. Senza Fischer, questi leader basteranno per trascinare il gruppo?
«In passato abbiamo già dimostrato di poter essere competitivi anche con assenze pesanti. Non sono uno o due giocatori a fare una squadra: conta soprattutto il lavoro costruito nel tempo. Alle Olimpiadi siamo andati vicinissimi alle semifinali. La base della Nazionale è molto solida e anche il livello del campionato svizzero oggi è altissimo. Lo si è visto nella finale tra Friborgo e Davos, ma anche nel percorso europeo dello Zugo in Champions Hockey League. E poi, a volte, avere giocatori freschi e super motivati può fare la differenza. Anche nella finale c’erano assenze importanti da entrambe le parti».

Dopo gli ottimi risultati a Ginevra e quelli straordinari a Friborgo, un giorno la vedremo tornare in Ticino? Magari nella sua Leventina?
«In questo momento sono molto felice a Friborgo. Poi vedremo cosa porterà il futuro. Il Ticino resterà sempre casa mia, lì c’è la mia famiglia, ma ora non è il momento di pensarci. Abbiamo vissuto settimane intensissime: abbiamo chiuso i festeggiamenti sabato 2 maggio e già il giorno dopo ero al lavoro per preparare il Mondiale. Ci aspettano ancora molti impegni, quindi al momento guardo solo alla prossima stagione».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE