«Bisogna essere chiari: questo non è il Covid e non è l'inizio di una nuova pandemia»

L'OMS fa il punto della situazione sull'hantavirus, dopo le novità degli ultimi giorni legate ai casi apparsi a bordo della nave da crociera Hondius.
GINEVRA - Una conferenza stampa con l'obiettivo chiaro: tranquillizzare l'opinione pubblica e dissipare i timori di una possibile nuova pandemia.
«Conosciamo gli hantavirus da tempo, non sono una novità», ha confermato da Ginevra la responsabile per le pandemie dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Maria van Kerkhove, «funzionano in modo completamente diverso dai coronavirus e anche dall'influenza, il contagio è più difficile e può avvenire solo in rari casi ed esclusivamente con una variante del virus».
«Non è l'inizio né di un'epidemia, né di una pandemia», ha puntualizzato van Kerkhove: «Ci prepariamo costantemente all'inizio di un nuovo evento pandemico, ma non è questo il caso».
I casi confermati, legati alla più volte citata crociera, sono attualmente otto. Tre di questi sono stati letali, gli altri infetti sono invece «in condizioni stabili e in via di miglioramento».
«Ci sono altre persone che presentano sintomi compatibili con l'hantavirus e che sono state in contatto con persone infette che sono ora strettamente monitorate», ha spiegato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, «non stiamo sottovalutando la situazione, ma confermiamo che il rischio per la popolazione globale viene quindi confermato come “basso”». Questo perché «i contagi avvengono esclusivamente tramite contatti ravvicinati e prolungati tra persone».
Al momento, i Paesi allertati sono 12, tra cui anche la Svizzera (una persona è ricoverata all'Unispital di Zurigo). Gli altri sono la Germania, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. In Sudafrica, invece, si indaga sugli ultimi spostamenti della donna – moglie della prima vittima e deceduta a sua volta – volata a Johannesburg da Sant'Elena quando era già ammalata. Proprio a Sant'Elena era sceso dal vascello anche il cittadino svizzero, risultato a sua volta positivo all'hantavirus.
Al di là delle rassicurazioni, anche l'OMS ammette che il contagio avvenuto a bordo della Hondius resta «estremamente inusuale», commenta l'esperta e direttrice tecnica dell'OMS Anaïs Legand, «è però anche vero che la situazione a bordo di un'imbarcazione è peculiare, anche il fatto che ci siano persone di diverse nazionalità e provenienti da tutto il mondo è un contesto totalmente nuovo».
In generale, il tempo di incubazione è piuttosto lungo: «I potenziali contatti devono monitorare il proprio stato di salute per almeno sei settimane». Il tampone PCR può indicare la presenza dell'hantavirus «in poche ore» ma solo al momento della comparsa dei sintomi.
Ad aiutare a fare chiarezza sulla situazione, l'analisi genetica in corso sul ceppo di hantavirus alla base del focolaio. Un lavoro di sequenziamento che è però lungo e complesso, in corso «in diversi laboratori in Sudafrica, Svizzera e presso l'Istituto Pasteur di Dakar».
La speranza è che questo lavoro posso aiutare a far luce su quanto capitato, permettendo di identificare possibili paralleli con epidemie precedenti e/o la presenza di mutazioni.
Una nave che alla fine non attraccherà
Il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, ha annunciato che la nave da crociera Mv Hondius, colpita da un focolaio di hantavirus, non attraccherà nel porto di Granadilla, a Santa Cruz di Tenerife, ma resterà ormeggiata al largo, per consentire l'evacuazione dei passeggeri e il successivo trasferimento in aeroporto per i rimpatri. «La nave non attraccherà in nessun caso, solo resterà al largo", per cui "i vettori di possibili contagi e rischi diminuiscono», ha confermato.



