L’addio al passaporto Usa passa da Berna

Migliaia di richieste: pesano costi elevati e motivi sempre più politici.
BERNA - Sempre più espatriati americani scelgono di rinunciare alla cittadinanza. Stando a quanto riporta l’Aargauer Zeitung, nelle ambasciate statunitensi in Europa le richieste si accumulano, anche perché per completare la procedura servono molta pazienza e una notevole disponibilità economica. A Berna, ogni anno, sono diverse migliaia i cittadini statunitensi che rinunciano volontariamente al passaporto.
Una rinuncia può costare fino a 10’000 dollari
Rinunciare al passaporto statunitense è tutt’altro che semplice. La tassa ufficiale è stata recentemente ridotta da 2'350 a 450 dollari, ma con le spese legali il costo complessivo può rapidamente arrivare tra i 7'000 e i 10’000 dollari. Inoltre, la procedura può durare più di un anno, secondo quanto riferisce l’agenzia di consulenza Moodys.
A ciò si aggiungono rischi significativi: chi viene classificato come “covered expatriate” può subire svantaggi fiscali a lungo termine. Anche l’ingresso negli Stati Uniti può diventare più complicato, con il rischio, in alcuni casi, di non poter più visitare familiari nel Paese.
Poiché i tempi di attesa nelle rappresentanze statunitensi in Europa superano ormai i dodici mesi, sempre più americani si rivolgono all’ambasciata di Berna. Qui il numero di rinunce è passato da alcune centinaia di casi all’anno nei primi anni 2000 a diverse migliaia oggi.
Un tempo motivi fiscali, oggi soprattutto politici
Gli Stati Uniti tassano i propri cittadini indipendentemente dal luogo di residenza, un sistema condiviso solo con l’Eritrea. Per gli espatriati con passaporto statunitense ciò significa dover dichiarare i propri movimenti finanziari anche alle autorità americane. Questo comporta difficoltà pratiche anche in Svizzera, dove per molti cittadini Usa risulta complicato aprire un conto bancario.
Le ragioni di questo cambiamento non sono del tutto chiare. Tuttavia, secondo un sondaggio del Guardian, sempre più persone citano motivazioni politiche, come la crescente polarizzazione negli Stati Uniti. «Non voglio far parte di una dittatura», afferma un americano residente all’estero. Sono diffusi anche i timori per possibili danni alle istituzioni democratiche e per una politica estera più aggressiva.




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