La religiosa esperta in terapia di coppia e consulenze sessuali: un nuovo scandalo investe la Chiesa

Una pastora appartenente all'ordine della Chiesa evangelica riformata è accusata di abuso di potere e sfruttamento finanziario. Lei si difende e parla di una vendetta dell'ex amante: ma altre donne denunciano i soprusi.
NEUCHÂTEL - Una visione progressista della spiritualità. La metteva su questo piano Caroline T., una pastora evangelica riformata e sospesa dall'esercizio da due chiese del cantone di Neuchâtel, per giustificare la linearità del suo operato. Dagli speed-dating per omosessuali ed eterosessuali alla terapia di coppia finendo per abbracciare il campo della consulenza sessuale, l'ecclesiastica Carolina T. - una quarantennale esperienza di ministero - era rintracciabile su internet: la tariffa per il suo supporto alle anime in crisi e in cerca di consolazione per ritrovare le divine vie, era di 120 franchi all'ora.
Tutto è filato liscio - come spiega in un articolo il Tages-Anzeiger - fino al momento in cui una donna (anche lei facente parte della congregazione dei riformati) l'avrebbe accusata di averla soggiogata approfittando del momento di fragilità che stava attraversando dopo la separazione dal marito, inducendola a frequenti esborsi di denaro. «Mi sono posta domande fondamentali su come avrei ridefinito la mia vita dopo venti anni di matrimonio» ha dichiarato al quotidiano zurighese la donna. Per le sue domande fondamentali, era fondamentale onorare però la parcella dovuta per le risposte che la religiosa finita sotto inchiesta penale per «coercizione, indebito vantaggio finanziario e lesione dell'onore» offriva per risolvere quei dilemmi personali.
Le sedute all'inizio prevedevano un consulto settimanale via web di un'ora, poi i colloqui cominciano a richiedere più tempo, fino a tre ore di analisi e da un iniziale versamento di 400 franchi - come scrive il Tages - si arriva a bonifici di 1'200 franchi per volta. Il rapporto di consulenza ben presto si trasforma per la paziente in dipendenza economica e per la pastora Carolina in una faccenda amorosa: dai "cari saluti" si passa agli «emoticon a forma di cuore con bacio" fino alla confessione della propria omosessualità e alla rivelazione di essersi innamorata di lei. Ne nasce - si legge nell'articolo - «una turbolenta relazione on-off», con la presunta vittima che afferma di «essersi sentita manipolata» e di essersi tolta un peso «quando si è liberata dalla relazione». Ma le due si ritrovano di fronte quando la religiosa ottiene un incarico pastorale nel canton Vaud, proprio dove vive l'ex paziente, contro cui - a suo dire - inizia una "campagna" di discredito venendo additata come «un'ex amante vendicativa». Nell'estate del 2025 la donna che denuncia gli abusi si rivolge all'organizzazione Groupe Sapec, che da molti anni segue persone vittime di abusi in ambito religioso. Con il loro aiuto sporge denuncia.
Le rivelazioni della donna convincono altre persone a farsi avanti e denunciare altri soprusi: «È anche certo che ci sono altre persone coinvolte, le cui accuse sono state esaminate dalla commissione ecclesiastica competente. Tre persone si sono rivolte negli ultimi mesi a Sapec e alle Chiese cantonali per la pastora Caroline T., come confermano in modo indipendente. Una donna afferma di aver vissuto qualcosa di molto simile quindici anni fa» scrive il quotidiano zurighese.
L'accusata - in un'intervista con il portale Reformee.ch - punta invece il dito contro la ex compagna accusandola «di molestie perché non avrebbe superato la separazione», e si considera a sua volta una vittima parlando anche di «diffamazione». Non commenta invece il fatto di essere stata sospesa da due chiese cantonali e dell'inchiesta penale a suo carico.
Sulla vicenda sono intervenuti anche gli psicoterapeuti: Gabriela Rüttimann, presidente dell'Associazione Svizzera Psicoterapeute e Psicoterapeuti (ASP), ha spiegato che seppur possa accadere che i terapeuti si innamorino dei propri pazienti, il codice deontologico impone qualora questo si verifichi che vi sia l'interruzione della consulenza.
«Una terapia comporta sempre uno squilibrio di potere, dove il terapeuta è nella posizione più forte e il paziente in quella vulnerabile - ha detto - per questo, anche dopo la fine della terapia, è vietato iniziare una relazione per almeno due anni» ha dichiarato. In caso di violazione «il terapeuta rischia un procedimento della commissione etica che può portare anche alla revoca dell'abilitazione». La questione però è che in questo caso la terapeuta esperta in rapporti di coppia e consulenze sessuali non era una professionista qualunque iscritta all'ordine degli psicoterapeuti, ma a quello di un albo "Superiore". Ma le vie che portano alla spiritualità sono sempre infinite.



