Libertà di espressione: civili protetti, militari sotto stretta osservanza

La revisione del Codice penale mira a distinguere tra cittadini e personale in servizio attivo riguardo all'incitamento contro gli obblighi militari.
BERNA - in tempo di pace, i civili non dovrebbero più temere di incorrere in un procedimento penale in caso di incitamento alla violazione degli obblighi militari. La punibilità deve invece rimanere invariata in caso di servizio attivo e per i militari.
È quanto prevede una revisione del Codice penale inviata in consultazione dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) fino al 27 di agosto.
Tuttavia, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, occorre mantenere la punibilità per l'«istigazione» di persone obbligate al servizio militare a commettere siffatti reati.
Con la modifica proposta, la commissione ribadisce il proprio impegno a favore del rafforzamento della libertà di espressione, tenendo al contempo in debita considerazione l'importanza della volontà di difesa.
Il progetto trae origine da un'iniziativa parlamentare «in ossequio alla libertà di opinione» inoltrata dal "senatore" Mathias Zopfi (Verdi/Glarona).



