Progetto dietro la stazione: amianto, demolizioni e poi tre anni di lavori

La licenza edilizia per il progetto Eiger Palace a Besso è entrata in giudicato senza particolari intoppi. Ecco quali saranno le prossime tappe.
La licenza edilizia per il progetto Eiger Palace a Besso è entrata in giudicato senza particolari intoppi. Ecco quali saranno le prossime tappe.
LUGANO - Chiariti dubbi e ricorsi, e con la licenza edilizia passata in giudicato lo scorso gennaio, l’imponente progetto Eiger Palace, all’angolo tra via Basilea e via Sorengo, nel quartiere di Besso sopra la stazione di Lugano, entra finalmente nella fase operativa.
«Attualmente è in corso la rimozione dell’amianto, che stiamo eseguendo con tutte le necessarie misure di sicurezza», ci ha spiegato Maria Elena Pasquale, presidente del CdA di Sofis Sa, società committente. Il progetto ha quindi superato gli ultimi ostacoli. «La conclusione di questa fase è prevista entro fine mese. Successivamente definiremo gli appalti e gli ultimi accordi con le banche, per poi avviare il cantiere».
Alcuni dettagli del progetto
Si tratta, lo ricordiamo, di un intervento destinato a cambiare il volto dell’intero quartiere. L’edificio a L si estenderà infatti per 92 e 84 metri e ospiterà uffici e attività commerciali. Tra i due rami sorgeranno inoltre un parco e un portico urbano che collegherà le principali vie d’accesso, oltre a un parcheggio interrato da 140 posti auto.
A dire il vero alcune opposizioni ci sono state, ma niente che non si è risolto attraverso accordi con i confinanti. «Abbiamo trovato intese a tutela dei loro fondi: modalità di scavo, garanzie assicurative e prove a futura memoria, cioè perizie preventive per documentare lo stato degli edifici prima dei lavori». Accordi estesi anche a chi non aveva presentato opposizione: «Ci siamo accordati con tutti i vicini, perché per lo scavo sarà necessario inserire tiranti nei loro mappali».
Consapevole dei possibili disagi, la promotrice ha sottolineato l’attenzione all’impatto sul territorio. «Non vogliamo che il progetto parta con un clima negativo. Preferiamo che venga riconosciuto lo sforzo fatto per operare nel modo più corretto possibile, limitando i disagi».
Tra amianto e demolizioni manca una data precisa
La data di inizio dei lavori non è ancora fissata con precisione. Restano alcune incognite che devono essere risolte. Una su tutte: la demolizione dell’ex edificio della Posta. «Dobbiamo decidere se iniziare prima dell’estate o subito dopo. L’idea è anticipare per svolgere le demolizioni in un periodo con meno traffico e minore impatto sulla città».
«Sono inoltre in corso valutazioni con le ditte sulle modalità di demolizione, inclusa l’ipotesi di un intervento rapido concentrato in un solo giorno. La scelta finale dipenderà da fattibilità tecnica, costi e autorizzazioni».
Sarà demolizione completa
Già, perché ormai di salvabile non c'è più niente. L’intervento prevede la demolizione completa dell’attuale stabile. «Il piano regolatore impone parametri precisi su forma, altezza e volumetria del nuovo edificio, senza possibilità di conservare parti esistenti».
A incidere sulla decisione sono anche le condizioni dell’edificio: «È in uno stato estremamente degradato. È stato vandalizzato e occupato per due piani, rendendo impraticabile qualsiasi recupero».
Tre anni di lavori
Quanto alle tempistiche, molto dipenderà dalle modalità di demolizione, ma una certezza c’è: «La durata del cantiere è stimata in circa tre anni dall’avvio», afferma Pasquale.
L’obiettivo, aggiunge la presidente, «è generare un nuovo flusso di persone nella zona, con effetti positivi sulle attività commerciali e sulla vivibilità dell’area». Una riqualificazione complessiva.
L’intervento si inserisce infatti in una più ampia trasformazione urbanistica: «L’area diventerà pedonale, con pista ciclabile e nuovi collegamenti». Allo studio anche un miglioramento dell’accesso al sottopasso: «Stiamo valutando di collegarlo meglio, magari direttamente dall’interno, così da offrire un passaggio protetto».







