300 persone in fila per un pasto che... salva il pianeta

È stata un successo l'iniziativa Natur'a tavola di Greenpeace, nel corso della quale è stata proposta una bowl completamente vegetale
È stata un successo l'iniziativa Natur'a tavola di Greenpeace, nel corso della quale è stata proposta una bowl completamente vegetale
LUGANO - Una ciotola con una base di riso, completata con preparati di soia, fave, piselli e varie verdure, più maionese vegetale e spezie. Il tutto coltivato in Svizzera e con un conteggio di proteine, fibre e carboidrati perfettamente bilanciato, così da fornire un pranzo leggero e al contempo nutriente, con il giusto apporto calorico.
È questo il cuore di Natur'a tavola, l'iniziativa che Greenpeace Svizzera ha portato a Lugano nell'ambito della campagna di sensibilizzazione nazionale per un sistema alimentare sostenibile. Al Campus Est USI-SUPSI è andato in scena - nonostante le condizioni meteo molto poco favorevoli della giornata odierna - un pranzo offerto dall'associazione ambientalista, in collaborazione con il Liceo cantonale di Lugano 3, la Scuola media di Viganello e il Centro professionale tecnico del settore tessile (CPT Lugano-Viganello), che comprende la Scuola d’arti e mestieri della sartoria (SAMS) e la Scuola specializzata superiore di abbigliamento e design della moda (STA).
Sono state circa 300 le bowl preparate al momento dagli chef Willy Berton e Sophie Hanessian di Vege'tables e servite alle persone che hanno partecipato all'iniziativa. Per la maggior parte si trattava di giovanissimi, studenti dei vari istituti, ma anche di comuni cittadini attenti alla tematica oppure di semplici curiosi. Tutti hanno mostrato di apprezzare molto la proposta gastronomica, che ha saputo combinare gusto e sostenibilità.
«È un argomento molto importante per Greenpeace» ha spiegato Abraham Dali, coordinatore dei volontari e delle volontarie e organizzatore di Natur’a tavola per Greenpeace Svizzera. Quando si parla di sostenibilità, più ancora che dalla tavola è importante partire direttamente dal campo. «Più della metà delle terre in Svizzera sono utilizzate unicamente per nutrire gli animali. Ci sono agricoltori che vorremmo fare questa transizione e poter coltivare lenticchie, oppure fave». Si tratta di alimenti ricchi di proteine vegetali, che andrebbero a costituire le fondamenta di un'alimentazione meno impattante sull'ambiente.
La location "scolastica" non è affatto casuale: «Nel percorso didattico si parla sempre più di alimentazione vegetale», aggiunge Dali. «Abbiamo costruito questo pranzo a base vegetale insieme ai ragazzi». L'attenzione è rivolta, oltre alla piacevolezza della proposta gastronomica, al suo apporto nutrizionale. «Per noi è importante: parliamo sempre di proteine animali, nell'inconscio collettivo c'è questa sorta di bisogno di consumare carne. Ma abbiamo tante proteine che vengono dall'alimentazione vegetale. In ciò che proponiamo c'è il numero di grammi di proteine necessarie a una persona adulta: si calcola che serva un grammo per chilo corporeo, e nella ciotola sono presenti una sessantina. Per oggi, in sostanza, non ci sarebbe bisogno di mangiare carne».
Alla giornata di sensibilizzazione e al pranzo gratuito è abbinata una raccolta firme indirizzata a Coop e Migros. La richiesta ai due colossi della grande distribuzione? Aumentare l'assortimento di alimentazione a base vegetale. Le sottoscrizioni permetteranno a Greenpeace di rivendicare che «abbiamo persone che vogliono mangiare vegetale e dunque bisogna cambiare questo sistema, che penalizza gli agricoltori, l'ambiente e la salute».








