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LUGANO

La sauna "troppo hot" finisce sul tavolo della politica

Un'interpellanza di Sara Beretta Piccoli (ri)porta il caso all'attenzione del Municipio di Lugano con una lunga serie di domande
Foto Tio
La sauna "troppo hot" finisce sul tavolo della politica
Un'interpellanza di Sara Beretta Piccoli (ri)porta il caso all'attenzione del Municipio di Lugano con una lunga serie di domande

LUGANO - Il caso della sauna "troppo hot" alla Piscina Coperta di Lugano, di cui abbiamo recentemente parlato proprio su queste colonne, finisce ora anche sul tavolo della politica cittadina, oggetto di un'interpellanza al Muncipio firmata da Sara Beretta Piccoli.

L'esecutivo, come sappiamo, è invero già intervenuto in maniera tempestiva, diffidando i protagonisti dell'episodio. «Sono atti gravi, che non si compiono in luogo pubblico, accessibile anche ad altre persone», ci aveva spiegato il vicesindaco Roberto Badaracco, aggiungendo che i controlli da parte del personale sarebbero stati potenziati.

Torniamo quindi all'atto parlamentare. «Pur prendendo atto del tempestivo intervento del personale e delle misure adottate, l’episodio solleva diverse criticità legate alla gestione, alla sicurezza e alla fruizione di questi spazi pubblici», scrive la consigliera comunale dei Verdi liberali, che sottolinea «la necessità di riflettere sulle modalità di gestione e controllo di spazi pubblici sensibili come sauna e bagno turco, al fine di garantire sicurezza, decoro e rispetto per tutti gli utenti».

Con queste premesse, Beretta Piccoli rivolge a Palazzo Civico oltre una ventina di domande, passando in rassegna «le modalità attuali di sorveglianza», le «procedure» che i bagnini sono chiamati a seguire, ma anche gli spazi e le eventuali «modifiche strutturali o tecniche per migliorare la sicurezza e la supervisione, fino all'adeguatezza (o meno) del sistema d'emergenza.

La consigliera comunale si sofferma anche sulle modalità d'accesso alla Piscina Coperta. «L’accesso con semplice biglietto d’ingresso è ritenuto adeguato oppure si valuta l’introduzione di controlli più stringenti? Sono state analizzate eventuali fasce orarie o modalità di accesso più a rischio?», chiede al Municipio. E in merito ai "precedenti", in materia di comportamenti inappropriati, «quante diffide sono state emesse negli ultimi anni? Sono state raccolte segnalazioni o lamentele da parte della clientela? Quali garanzie vengono offerte agli utenti affinché possano usufruire degli spazi in modo sicuro e decoroso?»

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