Nuovi bombardamenti in territorio iraniano: violente esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan

«Sottolineata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilità e dell'intensificazione degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica», ha riferito il Cremlino. Intanto soldati israeliani sono morti in combattimento in Libano contro le milizie di Hezbollah
Teheran smentisce contatti diretti con Washington e denuncia il «tradimento della diplomazia», mentre gli Stati Uniti alzano il livello dello scontro.
Tra minacce sullo Stretto di Hormuz e nuove opzioni militari sul tavolo di Trump, nel Golfo si intensifica il dispiegamento di forze speciali americane, in un conflitto che dura da un mese e sembra restare senza spiragli negoziali.
Libano, tre esplosioni udite in tutta Beirut
Tre esplosioni hanno scosso Beirut nelle prime ore di mercoledì (ora locale), secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. Un corrispondente dell'agenzia ha visto una colonna di fumo levarsi dalla zona dopo che tre forti esplosioni sono state udite in tutta la città, e ha visto un'ambulanza dirigersi verso il luogo. (ANSA-AFP).
Trump: «La guerra in Iran sta per finire»
Donald Trump ritiene che la guerra contro l'Iran «stia giungendo al termine». «Stiamo andando alla grande», ha detto in un'intervista ala Nbc poco prima di entrare nello Studio Ovale per firmare un ordine esecutivo definendosi «comandante in capo davvero eccezionale». «Le persone con cui abbiamo a che fare in Iran sono molto più ragionevoli e non così radicalizzate. Non avremo un Iran dotato di armi nucleari», ha aggiunto. (ats ans)
«Hezbollah ha preso il controllo di un villaggio cristiano in Libano»
«Hezbollah ha preso il controllo del villaggio cristiano di Qawzah (in Libano, ndr) e sta lanciando attacchi terroristici al suo interno». Lo ha scritto su X l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled. «Hezbollah ha lanciato razzi e missili e ha sparato colpi anticarro dall'interno del villaggio, una strategia ripetuta che sfrutta pericolosamente i civili come scudi umani», ha aggiunto. (ats ans)
La giornalista Usa rapita fu avvisata che era nel mirino della milizia libanese
Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita da un gruppo armato nel centro di Baghdad, era stata avvertita che il suo nome figurava in una lista in possesso di Kataib Hezbollah. Lo riferisce la Bbc citando Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la Cnn. Una seconda fonte ha confermato che le era stato comunicato il rischio, ma che riteneva si trattasse di informazioni false. Secondo la Bbc, c'erano voci che Kataib Hezbollah stesse pianificando di rapire o uccidere giornaliste. (ats ans)
L'Idf esclude sua responsabilità per l'uccisione di due caschi blu ieri in Libano
«L'incidente di ieri, in cui sono rimasti uccisi soldati dell'Unifil, non è stato causato da attività dell'Idf». E' la conclusione dell'indagine della stessa Idf, che la rende nota su X. «L'Idf, si legge, ha completato la sua indagine sull'incidente, avvenuto ieri, in cui era stato riportato che soldati dell'Unifil erano rimasti uccisi dall' esplosione di un ordigno nella zona di Bani Haiyyan, nel Libano meridionale. Un'analisi operativa approfondita indica che nessun ordigno esplosivo è stato collocato nella zona dalle truppe dell'Idf e che nessun soldato dell'Idf era presente nell'area». Le vittime erano stati due caschi blu indonesiani. (ats ans)
Raid israeliani nel sud del Libano, otto morti. Anche un paramedico
Raid israeliani nel sud del Libano, in tre distinti attacchi, hanno ucciso almeno otto persone oggi, tra cui un paramedico, secondo il ministero della salute.
In dichiarazioni separate, il ministero ha affermato che un attacco nel distretto di Tiro ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre 19, mentre un altro raid nel distretto di Sidone ha causato quattro morti. Un terzo attacco nel distretto di Bint Jbeil ha colpito un punto di ritrovo degli Scout Risala, un'organizzazione di soccorso gestita dal movimento Amal, alleato di Hezbollah, uccidendo un paramedico e ferendo altre 13 persone. (ANSA-AFP).
Il Dipartimento di Stato monitora le segnalazioni sul rapimento Kittleson
Il Dipartimento di Stato sta monitorando le segnalazioni relative al rapimento di Shelly Klittleson, ma ha rifiutato di fornire ulteriori commenti. Lo riporta il New York Times. L'ambasciata statunitense a Baghdad ha rimandato le domande al Dipartimento di Stato. (ANSA)
La portaerei George H.W. Bush è partita verso il Medio Oriente
La portaerei George W. H. Bush è partita dalla Virginia diretta in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal sottolineando che potrebbe impiegare settimane per raggiungere l'area. (ats)
«Kittleson forse in ostaggio di milizie Hezbollah a Baghdad»
Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la Cnn, ha confermato su X che «la mia amica Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah». «La sua posizione e le sue condizioni sono sconosciute. Sono il suo referente negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di contattare le forze dell'ordine e inviarmi un messaggio privato», aggiunge.
Kataib Hezbollah, letteralmente "Brigate del Partito di Dio" è un gruppo paramilitare sciita iracheno che fa parte delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene che comprende la 45°, 46° e 47° Brigata. (ats)
ImagoIsraele vuole spianare il sud del Libano, cristiani lasciati soli
Israele minaccia di radere al suolo le case delle località nel sud del Libano, a ridosso della linea di demarcazione, mentre l'esercito libanese si ritira da alcune cittadine cristiane e lascia comunità sempre più isolate tra l'avanzata dei militari israeliani, frenati dalla resistenza dei combattenti di Hezbollah.
Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che le case delle località libanesi a ridosso della linea frontaliera saranno demolite proprio «come a Rafah e Beit Hanun», nella Striscia di Gaza, per "eliminare in modo permanente le minacce" contro i residenti del nord di Israele.
Katz ha anche affermato che gli sfollati libanesi del sud, stimati in oltre 600mila, non potranno tornare nelle loro case «finché non sarà garantita la sicurezza israeliana». Poco dopo, l'esercito israeliano ha in parte corretto il tiro, affermando in un comunicato che l'obiettivo è colpire «le infrastrutture di Hezbollah» e non distruggere indiscriminatamente le abitazioni.
E mentre Israele accusa il movimento armato filo-iraniano di usare quel che rimane di una località cristiana, Qawzah, come avamposto per lanciare attacchi contro i militari dell'Idf, sul terreno l'esercito libanese si è ritirato da alcune località chiave come Rmeish, Ain Ebel e Baraashit, nel distretto di Bint Jbeil. Video diffusi online mostrano soldati mentre lasciano Rmeish e Ain Ebel, altri due dei principali centri cristiani della fascia frontaliera. (ats)
Putin sente il presidente degli Emirati
Il presidente Vladimir Putin ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, con focus sulla situazione in Medio Oriente e nel Golfo. «È stata sottolineata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilità e dell'intensificazione degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica», ha riferito il Cremlino in un comunicato, ripreso dalle agenzia russe. I leader hanno inoltre rilevato l'alto livello di cooperazione e di contatti tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, che si stanno sviluppando con successo in molti settori. (ats)
Pezeshkian: «La guerra può finire se otterremo necessarie garanzie»
La cessazione completa dell'aggressione contro l'Iran è l'unica soluzione per normalizzare la situazione: lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, secondo quanto riportato dal servizio stampa del presidente iraniano ripreso dalla Tass. «La soluzione per normalizzare la situazione è porre fine alla loro aggressione. Non abbiamo mai cercato tensioni o la guerra, e abbiamo la volontà necessaria per porre fine a questa guerra, a condizione che vengano soddisfatte determinate condizioni, in particolare con le necessarie garanzie che l'aggressione non si ripeterà», ha dichiarato Pezeshkian. (ats)
Una giornalista americana rapita a Baghdad
La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita stasera a Baghdad. Lo riferiscono diversi media nella regione, mentre il ministero dell'Interno iracheno ha confermato che un reporter straniero è stato sequestrato senza confermarne l'identità.
«Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un'operazione per catturare i criminali, agendo sulla base di informazioni di intelligence accurate», ha dichiarato il ministero aggiungendo che con il ritrovamento di un veicolo dei rapitori che si è ribaltato nel tentativo di fuga, un sospetto è stato arrestato, scrive Ynet. «Sono in corso ricerche per individuare altri individui coinvolti». (ats)
Onu: «Se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra»
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha criticato l'approvazione da parte del parlamento israeliano della legge sulla pena di morte «profondamente discriminatoria».
La sua applicazione nei territori palestinesi occupati «costituirebbe un crimine di guerra», scrive Volker Türk in un comunicato.
La nuova legge, che renderebbe la pena di morte la punizione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati «atti di terrorismo» da un tribunale militare israeliano, «è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale», afferma Türk. «La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra», ha aggiunto. (ats)
«Illegale l'invasione israeliana del Libano»
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha denunciato il dispiegamento di truppe israeliane contro obiettivi di Hezbollah in Libano, definendolo un'«invasione illegale» che viola la sua «integrità e sovranità».
«Il governo libanese ha messo al bando Hezbollah, sta agendo, sta cercando di agire contro Hezbollah e le sue attività terroristiche e le sue minacce a Israele, e questa è la presunta giustificazione per questa invasione», ha detto Carney ai giornalisti durante un evento a Wakefield, in Quebec. «Quindi la condanniamo», ha aggiunto. (ats)
«La guerra pesa 14 miliardi in più sulle forniture di gas e petrolio»
«Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno aggiunto 14 miliardi di euro alla fattura dell'Unione per i combustibili fossili».
Lo ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen al termine della riunione informale dei ministri dell'energia Ue. «Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro. Mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo secondo mese, è chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave (ats)
Cina e Pakistan propongono piano in 5 punti per fine guerra in Iran
Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l'avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del «passaggio sicuro per le navi civili e commerciali» nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell'Onu. L'iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l'incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali. (ats)
Iran minaccia aziende Usa nella regione: «Attacchi da domani sera»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che, a partire da domani primo aprile, prenderanno di mira le aziende statunitensi presenti nella regione, in rappresaglia per gli attacchi contro l'Iran. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Guardian.
Tra le 18 aziende minacciate dai pasdaran figurano Microsoft, Google, Apple, Intel, Ibm, Tesla e Boeing. «Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle rispettive unità in risposta a ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20:00 ora di Teheran di mercoledì 1 aprile», si legge nella dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie. (ats)
«Proseguono gli attacchi alla centrale nucleare iraniana»
L'ambasciatore russo in Iran, Aleksej Dedov, in un'intervista all'emittente televisiva russa Rtvi ha commentato gli attacchi missilistici condotti nei pressi della centrale nucleare di Bushehr.
«Ci sono già stati tre incidenti di questo tipo. Nonostante tutte le rassicurazioni delle autorità israeliane e del presidente americano, gli attacchi continuano nelle immediate vicinanze del reattore n. 1 in funzione. I missili sono caduti nella zona interna dell'impianto a distanze di 200 metri, 250 metri e 450 metri dal reattore», ha dichiarato Dedov. (ats)
La Confederazione ha respinto diverse richieste di sorvolo Usa
Dall'inizio del conflitto in Iran all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) sono giunte dodici richieste di sorvolo dagli Usa o da altre parti coinvolte nella guerra. Un terzo è stato accolto. Undici domande sono state depositate dagli Stati Uniti fra il 5 e il 23 marzo, ha comunicato oggi l'UFAC, contattato dall'agenzia Keystone-ATS. Quattro sono state approvate e una è stata ritirata. Sei sono quindi state respinte. Il 13 marzo c'è stato il picco con cinque richieste per sorvoli da effettuare il 15 marzo. Una è giunta dagli Emirati Arabi Uniti ed è stata respinta. Le richieste di sorvolo vengono autorizzate se sono "evidentemente non correlate al conflitto", ha spiegato l'autorità competente, facendo l'esempio di voli umanitari o effettuati a scopo medico. In nome della neutralità vengono invece respinte le domande collegabili al conflitto, quelle poco chiare o quelle che a causa della loro complessità non sono elaborabili per tempo. Per gli Stati Uniti rimane in vigore un'autorizzazione annuale "per aeromobili di Stato chiaramente identificati", escluso tutto ciò che potrebbe essere di supporto alla guerra. L'UFAC esamina le richieste - le cosiddette Diplomatic Clearances - in accordo con i servizi dei Dipartimenti federali degli affari esteri, della difesa e dell'economia. In casi di notevole rilevanza politica le decisioni possono passare al Consiglio federale, che agisce in base al rispetto della neutralità. (ats ans)
«Parigi ha vietato spazio aereo a voli Israele con armi Usa»
La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l'Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito. Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall'inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters. Una fonte militare ha tuttavia riferito alla tv BF che "contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani". La stessa fonte afferma poi che "le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico - spiega - possono atterrare nelle basi di Istres e Avord'. (ats ans)
La benzina in Usa oltre 4 dollari al gallone, prima volte in 4 anni
I prezzi della benzina negli Usa sono schizzati oltre i 4 dollari al gallone per la prima volta in quasi 4 anni, scontando lo shock dell'offerta petrolifera, innescato dalla guerra in Medio Oriente, facendo lievitare i costi per le famiglie americane. I prezzi alla pompa hanno raggiunto la media nazionale di 4,018 dollari, ai massimi da agosto del 2022, quando la Russia attaccò l'Ucraina scuotendo i mercati energetici, secondo le rilevazioni dell'American Automobile Association (Aaa). I prezzi sono cresciuti di oltre il 30% da quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran a fine febbraio. Un gallone corrisponde a 3,785 litri. (ats ans)
Borsa: Wall Street apre in rialzo
Wall Street apre positiva: il Dow Jones sale dell'1,15% a 45'739,55 punti, il Nasdaq avanza dell'1,45% a 21'096,77 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,15% a 6416,97 punti.
Media: «Idf ha sparato colpi a 15 metri da soldati francesi Unifil»
Colpi esplosi dall'esercito israeliano, domenica, sono caduti a nord di Naqoura "a una quindicina di metri" dai soldati francesi dell'Unifil, la missione Onu in Libano, secondo quanto riferiscono oggi Bfm tv e Le Figaro, che attribuiscono la notizia a "fonti informate". Fra i soldati francesi c'era fra l'altro il capo della forza di reazione rapida, un battaglione franco-finlandese. L'incidente è avvenuto a nord di Naqoura, dove sorge il quartier generale del battaglione e non è il primo incidente che coinvolge soldati francesi. Il generale Paul Sanzey, capo di stato maggiore dell'Unifil, e il suo assistente sono stati sotto la minaccia di armi israeliane sabato mattina al loro rientro da Beirut. Ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha "condannato i gravi incidenti ai danni del contingente francese a Naqoura". (ats ans)
Petrolio: poco mosso a New York
Il petrolio è poco mosso a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,02% a 102,86 dollari al barile. (ats ans)
Teheran: «Nessun quarto missile contro Turchia, è una false flag»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha smentito le notizie di ieri sul lancio di un missile iraniano contro la Turchia, definendole "completamente infondate". Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. "Si tratta solo di un attacco militare sotto falsa bandiera da parte dei nemici e l'Iran è pronto a condurre una cooperazione tecnica congiunta per indagare sulla questione", ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna, dopo che Istanbul aveva affermato che le forze Nato avevano intercettato il quarto missile lanciato dall'Iran. (ats ans)
Generale Usa: «Colpiti 11.000 obiettivi Iran, affondate 150 navi»
Gli Stati Uniti stanno sferrando attacchi di precisione contro infrastrutture produttive "nell'entroterra dell'Iran". Lo ha detto il capo degli Stati maggiori congiunti Usa, il generale Dan Caine, precisando che negli ultimi 30 giorni, sono stati colpiti circa 11.000 obiettivi. Gli Stati Uniti "continuano ad affermare il proprio dominio sulla marina iraniana", aggiunge Caine, precisando che più di 150 navi sono state "neutralizzate". (ats ans)
Trump ancora contro gli alleati
«A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta». Lo scrive Donald Trump su Truth. «L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Ora andate a procurarvi il petrolio da soli!». «Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi». (ats ans)
AFPFuori servizio l'impianto di desalinizzazione a Qeshm
I bombardamenti contro uno degli impianti di desalinizzazione, situato in una zona rurale dell'isola di Qeshm nel Golfo Persico, hanno reso l'impianto completamente inutilizzabile, al punto che non potrà essere riparato in breve tempo: lo ha dichiarato Mohsen Farhadi, capo di un dipartimento del Ministero della Salute. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva dichiarato che il 7 marzo gli Stati Uniti hanno attaccato l'isola, situata vicino allo Stretto di Hormuz, dalla loro base in Bahrein. (ats ans)
90mila abitazioni colpite e 760 scuole
Sono oltre 90mila le unità residenziali danneggiate in Iran dall'inizio del conflitto. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa iraniana. Gli attacchi israelo-statunitensi hanno colpito anche 307 strutture medico-sanitarie e 760 scuole.
Cinque persone uccise in raid israeliani a Gaza
Almeno cinque persone sono state uccise da attacchi israeliani nella Striscia di Gaza in due episodi distinti. Lo riportano i media internazionali. Secondo quanto riferito dai medici, un raid aereo israeliano a Jabalia, nella parte settentrionale dell'enclave, ha ucciso almeno tre persone nel corso della giornata, mentre un altro raid aereo ha causato la morte di altre due persone a Khan Younis, nel sud. (ats ans)
Niente obiettivi senza un cambio di regime
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter ha affermato che Israele difficilmente potrà raggiungere i propri obiettivi contro l’Iran senza un cambio di regime. Ha inoltre sottolineato che la priorità è impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari e sostenere forze alleate nella regione, evidenziando anche una crescente cooperazione con gli Stati del Golfo. «L’obiettivo è garantire che non esista un potere, un’entità a Teheran, che stia sviluppando armi nucleari, che stia sviluppando armi di distruzione di massa sotto forma di missili balistici e che stia sostenendo proxy in tutta la regione», ha dichiarato Leiter nel corso del podcast “What the Hell is Going On?”, come riferito dal Times of Israel.
340 bambini uccisi in un mese
In Medio Oriente a più di un mese dall'escalation militare sono stati uccisi 340 bambini e in migliaia feriti a più di un mese dall'escalation militare. Lo fa sapere l'Unicef spiegando che il bilancio comprende: 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran, 124 uccisi e 413 feriti in Libano, 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 bambino ucciso in Kuwait, 4 bambini feriti in Bahrein e 1 bambino ferito in Giordania.
L'evento con il maggior numero di vittime tra i bambini si è verificato il primo giorno di guerra, in seguito a un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. Inoltre nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, sono morti 16 bambini palestinesi e ne sono stati feriti oltre 50.
In tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione. «I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco - ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell'Unicef -. È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini». (ats ans)
Attacchi contro i siti chiave, domani sarà completato il programma
L’Aeronautica militare israeliana prevede di colpire entro domani tutti gli asset «critici» dell’industria militare iraniana, che include un’ampia rete di enti e aziende coinvolte nella produzione di armamenti avanzati. Secondo l’IDF, l’operazione riguarderà circa il 70% dei siti chiave utilizzati per sviluppare armi considerate una minaccia per Israele.
IMAGO / ANADOLU AGENCYLe capacità militari dell'Iran testate dal Bahrein: «Intercettati 182 missili e 400 droni».
Gli analisti e gli esperti militari si interrogano sulle reali capacità militari dell'Iran, che continua a colpire i Paesi della regione. Anche il Bahrein è nel mirino di Teheran: le forze di difesa della nazione del Golfo Persico hanno affermato di «aver intercettato e distrutto 182 missili e 400 droni diretti contro il regno dall'inizio della guerra».
Quattro soldati israeliani morti in Libano. Il ministro della Difesa Katz: «Demoliremo tutti i villaggi di confine»
L'Idf conferma che 4 soldati israeliani sono stati uccisi nel sud del Libano. Il ministro della Difesa Katz promette: «Demoliremo tutte le case nei villaggi di confine». (Haaretz)
Israele: «Pronti ad affrontare settimane di combattimenti»
Un portavoce militare israeliano, il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha dichiarato alla Reuters che l'Idf «è pronto ad affrontare settimane di combattimenti. Abbiamo gli obiettivi, le munizioni e il personale necessari, e spetta alla leadership decidere». Le sue dichiarazioni giungono dopo quelle del premier Benjamin Netanyahu, che ha affermato che l'offensiva israelo-americana «ha sicuramente superato la metà del suo percorso».
Pena di morte: Israele approva una legge. Protestano Regno Unito, Germania, Francia e Italia.
Mentre l'esercito israeliano continua l'offensiva militare in Iran e nel Libano, a Tel Aviv il governo approva una legge che prevede la pena di morte per quei palestinesi accusati di attentati terroristici. I tribunali, a maggioranza, potranno decidere l'esecuzione capitale senza alcuna richiesta da parte dei pubblici ministeri. Anche i tribunali militari nella Cisgiordania occupata potranno imporre la misura con il solo vincolo di un parere del ministero della Difesa. Per i palestinesi dei territori occupati, è preclusa qualsiasi possibilità di appello o di grazia. La decisione ha sollevato la forte indignazione di Regno Unito, Germania, Francia e Italia.
«In Iran almeno 236 bambini uccisi, 124 in Libano»
L'ong statunitense Human Rights Activists presente in Iran ha affermato che fra le 3mila e 492 persone uccise nel Paese (di cui 1'574 civili) vi sarebbero almeno 236 bambini. In Libano il numero dei bambini morti sarebbe di 124. (BBC)
Ue, prepararsi a una «prolungata interruzione» dei mercati energetici
I governi dell’Unione europea dovrebbero prepararsi a una «prolungata interruzione» dei mercati energetici a causa della guerra in Iran. Lo ha indicato il responsabile europeo per l’energia, Dan Jorgensen, in vista di una riunione d’emergenza dei ministri. Nella lettera, visionata da Reuters, viene riferito che, sebbene l’impatto sulle forniture energetiche dell’Europa sia al momento contenuto, i governi sono «incoraggiati a prepararsi tempestivamente» in previsione di possibili interruzioni prolungate.
AFPI danni di uno degli attacchi iraniani di martedì mattina.I nuovi attacchi iraniani non hanno causato vittime
Il sistema di difesa anti-missile israeliano ha intercettato molti dei razzi delle ultime ondate provenienti dall'Iran. Quelli che non sono stati abbattuti sono caduti in terreni aperti e non hanno provocato vittime. Lo comunicano Le Forze di difesa israeliane. Il bilancio dei feriti per i precedenti attacchi è stato rivisto al ribasso: sarebbero otto le persone che hanno riportato conseguenze lievi, secondo The Times of Israel.
AFPApprovato dal Parlamento il pedaggio per lo Stretto di Hormuz
Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il «ruolo sovrano» dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc News, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare. (ats ans)
11 feriti dai missili iraniani
Sono almeno 11 le persone ferite nel corso degli attacchi missilistici iraniani di martedì mattina sul territorio israeliano. Lo riferiscono i media locali, citando i servizi di emergenza. Tra le città colpite c'è Tel Aviv.
L'Italia ha negato Sigonella agli USA
L'Italia ha negato l'uso della base militare di Sigonella all'esercito statunitense, impegnato nel conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce il Corriere della Sera. Alcuni velivoli americani avevano pianificato di atterrare senza aver richiesto autorizzazione preventiva alle autorità italiane. La decisione è stata presa dopo verifiche che hanno escluso si trattasse di voli logistici ordinari previsti dagli accordi bilaterali. L’episodio, gestito ai massimi livelli militari e politici, rischia di avere ripercussioni nei rapporti tra Roma e Washington.
Messi a morte due uomini accusati di legami con i dissidenti
Le esecuzioni di due uomini condannati a morte in Iran per l'accusa di legami con il gruppo dissidente in esilio Mujahedin Khalq Organization (Mko) sono state portate a compimento in giornata. Babak Alipour e Pouya Ghobadi, entrambi impiccati, erano stati condannati per «sabotaggio volto a rovesciare il governo iraniano», ha dichiarato la magistratura in un comunicato, citato dall'Irna. «Hanno condotto numerose azioni ribelli e terroristiche a Teheran, minando la sicurezza del Paese, utilizzando armi come lanciatori contro luoghi sensibili e pubblici», aggiunge la nota attribuita al potere giudiziario iraniano. Altri due uomini sono stati giustiziati ieri, per «appartenenza al Mko e conduzione di atti terroristici». (ats ans)
11 morti e 15 feriti a Mahallat
Un attacco notturno sulla città iraniana di Mahallat ha causato 11 morti e 15 feriti, secondo l’agenzia ISNA. Tre edifici residenziali sono stati colpiti direttamente, riportando gravi danni. Attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele hanno interessato anche Teheran e l’area centrale di Isfahan.
«Colpiti siti militari nel raid su Isfahan»
Alcuni «siti militari» sono stati colpiti nel corso di attacchi condotti sul centro dell'Iran: lo riferisce l'agenzia Fars. «Le indagini preliminari indicano che alcune strutture militari a Isfahan sono state prese di mira», ha dichiarato Akbar Salehi, funzionario della sicurezza presso l'ufficio del governatore della provincia di Isfahan, citato dall'agenzia Il funzionario ha inoltre affermato che l'entità dei danni e l'eventuale numero di vittime non erano ancora chiari. (ats ans afp)
Trump deve mettere in chiaro gli obiettivi della guerra, secondo Albanese
Il primo ministro australiano, Anthony Albanese, nel suo più duro messaggio a un presidente Usa, ha sollecitato il presidente Donald Trump a mettere in chiaro i suoi obiettivi nella guerra all'Iran, mentre anche l'Australia continua ad affrontare il devastante impatto che il conflitto sta avendo sui prezzi globali del petrolio. «È chiaro che gli obiettivi chiave di Washington per entrare in guerra sono stati conseguiti», ha detto. «Vogliamo vedere maggiore certezza su quali sono quelli ancora da conseguire. E vogliamo vedere al più presto una de-escalation».
«All'inizio del conflitto l'obiettivo principale era descritto solo come impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare, e chiaramente questo è stato ottenuto. In secondo luogo, degradare l'opportunità per l'Iran per entrare in azione militare sia apertamente, sia attraverso altri agenti per suo conto, Hezbollah, Hamas o gli Houthi», ha aggiunto. In uno sforzo per attutire l'impatto sui consumatori, Albanese ha avviato un piano nazionale di sicurezza dei carburanti, che include un taglio all'accisa e una riduzione dei pedaggi stradali. (ats ans)
IDF: «Uccise decine di nemici nelle ultime 24 ore»
Le Forze di difesa israeliane hanno sostenuto che nelle ultime 24 ore sono state uccise decine di combattenti, mentre tentavano di preparare imboscate nel sud del Libano. Secondo l'esercito israeliano, uno dei miliziani è stato individuato armato di lanciarazzi Rpg mentre si preparava ad aprire il fuoco contro soldati israeliani ed è stato ucciso prima di poter compiere l'attacco. I militari hanno inoltre reso noto di avere arrestato un combattente di Hezbollah che stava osservando i movimenti delle truppe e che è stato trasferito per ulteriori interrogatori. (ats ask)
Raid israeliani in Libano, un morto
Raid aerei israeliani hanno colpito nuovamente il Libano meridionale nel corso della notte. Un uomo è morto nella città di Abba e molte abitazioni sono state distrutte, in particolare a Douier. Lo riferisce l'agenzia stampa libanese Nna.
L'Arabia Saudita intercetta dieci droni
Il ministero della Difesa saudita ha comunicato di aver intercettato dieci droni nelle scorse ore. Non è stato indicato il luogo degli abbattimenti.
Un broker di Hegseth voleva investire nella difesa, prima dell'attacco all'Iran
Un broker di Pete Hegseth, il segretario della Difesa Usa, ha tentato un ingente investimento in importanti aziende del settore della difesa nelle settimane precedenti l'attacco di Usa-Israele all'Iran. Lo riporta il Financial Times, in base a tre persone a conoscenza dei fatti: il broker presso Morgan Stanley ha contattato BlackRock a febbraio per valutare un investimento multimilionario nel 'Defense Industrials Active ETF' della società di gestione patrimoniale, prima che partisse l'azione militare contro Teheran. La richiesta, avanzata per conto del potenziale cliente di alto profilo, è stata segnalata internamente a BlackRock.
BlackRock, Morgan Stanley e il Pentagono hanno rifiutato di commentare la vicenda, riferisce il quotidiano della City. Secondo BlackRock, il fondo azionario da 3,2 miliardi di dollari, identificato dal ticker IDEF, persegue «opportunità di crescita investendo in aziende che potrebbero trarre beneficio da un aumento della spesa pubblica in difesa e sicurezza, in un contesto di frammentazione geopolitica e competizione economica». (ats ans)
La New York University chiude il campus ad Abu Dhabi
La New York University ha chiuso temporaneamente il suo campus ad Abu Dhabi dopo che l'Iran ha minacciato di attaccare le università affiliate agli Stati Uniti presenti in Medio Oriente. L'ateneo, nel resoconto del Wall Street Journal, ha comunicato lunedì che gli studenti, i docenti e il personale presenti nel campus sono stati trasferiti e che le lezioni continueranno a essere erogate da remoto. Anche la sede della NYU per i programmi di studio all'estero a Tel Aviv è stata chiusa in via temporanea. «Abbiamo continuato ad agire con estrema cautela e la nostra priorità in ogni decisione è la sicurezza dei nostri studenti, docenti e personale», ha osservato Wiley Norvell, portavoce dell'università.
Nel corso del fine settimana, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha avvertito tutti i dipendenti, i professori e gli studenti delle università americane in Medio Oriente di mantenersi ad almeno un chilometro di distanza dalle rispettive sedi. Diversi atenei, tra cui la Texas A&M University, hanno provveduto a trasferire gli studenti dai propri campus presenti nella regione. (ats ans)
Petroliera colpita nel porto di Dubai
Una petroliera è stata attaccata nel porto di Dubai e ora si teme per una possibile fuoriuscita di petrolio. La nave è stata colpita - come riporta il Guardian - in un attacco iraniano. È anche scoppiato un incendio, ma non si sono registrate vittime. La Kuwait Petroleum Corporation ha dichiarato che ad essere stata presa di mira è stata la petroliera Al Salmi. La nave era a pieno carico al momento dell'incidente. Lo riporta l'agenzia Kuna. (ats ans)
Gli obiettivi di Trump
Il presidente Donald Trump starebbe optando affinché gli Stati Uniti si concentrino sul raggiungimento dei loro obiettivi, ovvero neutralizzare la marina iraniana e i suoi arsenali missilistici, per mettere fine alla guerra esercitando allo stesso tempo pressione su Teheran affinché ripristini il flusso dei liberi scambi. Se questo approccio non dovesse riuscire, Washington sarebbe pronta a sollecitare gli alleati in Europa e nel Golfo ad assumere la guida delle operazioni per la riapertura dello Stretto. (ats ans)
Netanyahu: «Raggiunta oltre la metà degli obiettivi di guerra»
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele ha raggiunto oltre la metà dei suoi obiettivi di guerra contro l'Iran. «Abbiamo sicuramente superato la metà del percorso. Ma non voglio fissare una scadenza», ha detto Netanyahu all'emittente conservatrice statunitense Newsmax. Netanyahu si è detto fiducioso che la Repubblica islamica dell'Iran alla fine «crollerà dall'interno», pur ribadendo che questo non è l'obiettivo della guerra israelo-americana contro il Paese. «Credo che questo regime crollerà dall'interno. Ma al momento, quello che stiamo facendo è semplicemente indebolire le loro capacità militari, missilistiche e nucleari, e anche indebolirli dall'interno». (ats ans afp)
SCREENSHOT TRUTHColpito deposito di munizioni, Trump posta il video
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha postato su Truth un video che documenterebbe l'attacco statunitense contro un grande deposito di munizioni a Isfahan. Il raid sarebbe stato compiuto facendo ricorso a proiettili penetranti da 2.000 libbre. A riferire dell'attacco è il Wall Street Journal, che cita un funzionario statunitense.
Iraq, 19 attacchi contro basi statunitensi
Il gruppo armato iracheno denominato Resistenza Islamica in Iraq ha dichiarato che i suoi combattenti hanno condotto, nelle ultime 24 ore, 19 operazioni contro basi statunitensi in Iraq e in altre aree della regione. In una nota diffusa sul proprio canale Telegram, il gruppo ha precisato di aver impiegato decine di droni nel corso degli attacchi.
Trump disposto a porre fine alla campagna militare
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riferito ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla campagna militare contro l’Iran anche nel caso in cui lo Stretto di Hormuz resti in gran parte chiuso, rimandando a una fase successiva la complessa operazione necessaria per riaprirlo. Lo riferisce il Wall Street Journal, che cita funzionari dell’amministrazione.
Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano
Quattro soldati israeliani sono morti in combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l'esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c'è anche un ufficiale della Brigata Nahal. (ats ans)
Violente esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan
Violente esplosioni sono segnalate a Teheran e nelle città di Isfahan e Zanjan, nel contesto degli attacchi sull'Iran in corso da parte di Stati Uniti e Israele. Lo riportano i media locali. A Teheran ci sono state delle interruzioni dell'energia elettrica. (ats ans)
AFP



