Il fenomeno che terrorizza le strade affollate

Spintoni tra la folla. Il nuovo inquietante fenomeno delle ‘butsukari onna’ sulle strade giapponesi.
Una bambina taiwanese sorride felice alla telecamera, entusiasta di camminare in quella strada affollata di Tokyo, fino a quando non viene urtata violentemente da una donna che continua a camminare come se nulla fosse successo. Tutto viene ripreso dalla madre che, senza volerlo, ha filmato in pieno giorno l'attacco di una butsukari onna, ossia 'una donna che urta'.
Il video ha totalizzato oltre un milione di visualizzazioni su Instagram, e se la maggior parte dei commentatori ha condannato l'azione violenta della donna, c'è stato anche chi si è interrogato sull'opportunità di fare filmati mentre si attraversa un incrocio affollato, quasi a voler trovare una sorta di scusante per quanto successo. La madre della bambina ha raccontato al Guardian di essere stata insultata online per aver fotografato la figlia nel famoso incrocio di Shibuya, a Tokyo, e ha dichiarato al quotidiano britannico “di non aver badato più di tanto al flusso di persone, ma non ho ignorato le regole del traffico”, sostenendo che anche sul sito web Tokyo Convention and Visitors Bureau “viene detto che è permesso scattare una foto all'incrocio”.
DepositPuntano su donne giovani e minute - Che si tratti di una donna o di un uomo, butsukari otoko, quello delle persone che urtano con violenza i passanti è un nuovo ed inquietante fenomeno che si sta diffondendo rapidamente in Giappone. Si tratta di episodi di micro violenza quotidiana da parte di persone che, come detto, vanno ad urtare volontariamente le persone che camminano per la strada, solitamente donne giovani e dalla fisicità minuta, in maniera del tutto deliberata approfittando del fatto che, nelle strade trafficate della capitale giapponese, la cosa possa sembrare accidentale e l'identità dell'aggressore rimanere anonima.
Varie tipologie - Oltre alla distinzione per sesso, i butsukari sono classificati in maniera diversa a seconda della tipologia dell'attacco sferrato: si parla di 'follower' nel caso in cui la persona abbia seguito la vittima designata urtandola da dietro, di 'pick a fight' nel caso in cui la persona si ferma ad aspettare che la persona da urtare gli venga addosso a sua volta, per cercare volontariamente lo scontro violento, o di 'attacker', nel caso in cui il butsukari otoko si serva di gambe e braccia per colpire. Vi è poi chi adotta la tecnica denominata 'on my way', continuando a camminare dritto senza curarsi delle persone che gli vengono incontro, e il cosiddetto 'slugger', ossia il picchiatore che vuole provocare lo scontro fisico. I butsukari otoko, però, non vanno confusi con i 'chikan', ossia i molestatori che, sui mezzi pubblici, palpeggiano e filmano le proprie vittime: mentre in questo caso, il contatto fisico viene cercato per dare sfogo a delle proprie pulsioni sessuali, nel caso dei butsukari otoko, il contatto fisico è solo l'occasione per dare sfogo a dei sentimenti di rabbia e frustrazione che non si riescono a gestire in maniera equilibrata.
DepositUrto che diventa virale - Nel 2018 divenne virale un video in cui si vedeva un uomo che, nella stazione di Shinjuku, a Tokyo, nota per essere la più trafficata al mondo, urtava volontariamente alcune donne, rendendo evidente l'esistenza del fenomeno dei butsukari otoko. Si può vedere l'aggressore, soprannominato sui social media 'Shinjuku Station Tackle Man', indossare uno zaino nero e camminare con aria quasi indifferente tra la folla urtando in maniera violenta ed intenzionale almeno quattro donne. Molti altri casi sono diventati tristemente noti, come quello accaduto nel maggio dello scorso anno ad opera di un professore associato di Fukuoka, accusato di aver aggredito più passanti colpendoli con la propria borsa da lavoro. L'uomo rischia ora una pena detentiva di due anni o una multa di circa due mila dollari. Nella stazione di Tamachi, a Tokyo, una donna ha riportato la rottura di due costole e il fenomeno si è fatto così preoccupante che sono stati adottati anche dei dissuasori per tenere divise le file dei pendolari che salgono e scendono dai treni.
InternetTrattandosi di un fenomeno relativamente nuovo, non è facile reperire statistiche ufficiali, anche perché molti casi non vengono registrati come aggressioni, approfittando della gran massa di gente per far sembrare i colpi dati assolutamente casuali e disperdersi immediatamente dopo l'aggressione tra la folla. Come raccontato dal Guardian, però, un sondaggio del 2024 ha rilevato che su ventuno mila uomini e donne il 14% di loro era stata vittima di butsukari, il 6% aveva assistito ad una aggressione di questo tipo e il 5% aveva sperimentato entrambe le cose. Come riferito dal Daily Mail, in una pagina Reddit denominata 'Japan Reidents', una donna ha raccontato di essere stata urtata due volte da due uomini di età molto diversa, uno sulla sessantina ed un giovane di circa venti anni. “Hanno urtato la mia spalla con una forza pazzesca-ha scritto la donna-il giovane mi ha colpito molto forte e la mia spalla era tutta ammaccata”. Un'altra testimone ha raccontato che alla stazione di Shinjuku “un uomo giapponese mi ha dato un pugno nelle costole vicino al mio seno destro” e questo nonostante fosse accompagnata dal marito. “Era un pugno mirato - ha detto la donna - perché indossavo uno zaino e lui è riuscito a colpire proprio tra il mio braccio e la borsa che indossavo mentre gli passavo vicino. Sono rimasta scioccata, e quando mi voltai a guardarlo mi agitò entrambi i pugni davanti alla faccia. Ripensandoci avrei voluto chiamare una guardia ma me ne sono andata e lui è scomparso tra la folla”.
Il lato oscuro dei ruoli di genere in Giappone - Secondo Kiryu Masayuki, esperto di psicologia criminale alla Tokyo University il fenomeno induce ad “una riflessione sulla società moderna dove le idee vecchio stile sui ruoli di genere e la superiorità maschile sono ancora profondamente radicate”. Qualche anno fa, The Tokyo Reporter aveva intervistato Daisuke Nagata, un uomo di quarantacinque anni che, nel luglio del 2020, era stato arrestato dalla polizia giapponese con l'accusa di essere un butsukari otoko per aver urtato violentemente almeno sei donne alla stazione di Keikyu-Kamata, nel quartiere di Ōta, usando le braccia e i gomiti per fare ancora più male. L'uomo aveva raccontato di aver portato avanti questo tipo di comportamento “almeno una dozzina di volte da quando, una volta sceso dal treno, il mio braccio ha colpito il petto di una donna e mi sono sentito bene. Così ho pensato di fare lo stesso altre volte senza poter essere accusato”. Nagata ha altresì raccontato di aver smesso di urtare le persone per strada dopo aver capito “che era imbarazzante”. Nel mondo di oggi, dove il mercato del lavoro è difficile e le persone non hanno certezze sul futuro, urtare una donna è un modo a basso rischio per sfogare la propria frustrazione.
InternetColpa anche del boom turistico - Secondo il quotidiano Japan Today “il Giappone rimane un Paese incredibilmente sicuro, ma il recente video ha evidenziato che esiste un vero e proprio modello di molestie che le persone stanno sperimentando da anni”. I butsukari otoko pongono in essere una intimidazione fisica dovuta al desiderio di controllo, rabbia e stress da riferirsi a fattori della propria sfera personale e sociale, protetti dall'anonimato della folla. Un attacco deliberato contro qualcuno che viene usato come bersaglio della propria frustrazione repressa. Accade spesso, che le persone aggredite si trovino confuse con riguardo a quanto successo, non riuscendo subito ad imputare al gesto dell'aggressore una volontà specifica di dolo. In una società estremamente ordinata e civile, dove non si è abituati a protestare o alzare la voce, spesso le vittime preferiscono non parlare imputando il fatto all'aver camminato troppo lentamente o occupato troppo spazio. Si preferisce tacere per non creare disarmonia, e solo di recente è stato dato inizio ad una seria campagna di sensibilizzazione per far conoscere la peculiarità di questo fenomeno sociale. Tra le cause del suo diffondersi, infine, molti indicano anche il boom turistico registrato da anni in Giappone, dove un numero sempre crescente di turisti popolano i luoghi turistici, fermandosi a fotografare e filmare le bellezze del luogo. Ciò porrebbe le persone nella condizione di essere più vulnerabili a tale tipo di attacco, così come detto anche per quanto accaduto alla famiglia taiwanese di cui si è parlato. Il gesto dell'urto, come spiegato dalla dottoressa Marzia Parmigiani, psicologa clinica, ci interroga “su quanto spazio, fisico e simbolico, sia davvero concesso agli individui nel Giappone contemporaneo”, diventando esso stesso una muta richiesta d'aiuto.
Appendice 1
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