«Lolito non esce dal Sentiero di Gandria. È quello il suo regno»

Il nuovo disco di Tatum Rush non è mai stato così luganese. Ne abbiamo parlato nel nuovo episodio di TioTalk
Il nuovo disco di Tatum Rush non è mai stato così luganese. Ne abbiamo parlato nel nuovo episodio di TioTalk
SAVOSA - Un disco dalla piacevole atemporalità, che attinge a stili musicali in auge alcuni decenni fa ma che, per fortuna, non sono mai caduti nel dimenticatoio. È "Lolito Ceresiaco", il nuovo album di Tatum Rush, pubblicato nelle scorse settimane per l'etichetta ticinese Safe Port Production. Un lavoro anomalo nel percorso del cantautore ticinese, il quale peraltro ha fatto del cambiamento l'unica e vera costante del suo percorso artistico.
Ne abbiamo parlato in maniera alquanto approfondita nel nuovo episodio di TioTalk. Un disco che guarda sì al passato, ma non per ragioni necessariamente nostalgiche, bensì semplicemente per interesse stilistico», spiega Rush. In questo c'entra molto il nonno. «Era un tassista, ma anche musicista da piano bar e da ristoranti. Lui ha sempre ascoltato musica del Sud America, del Sud Italia, di epoche precedenti alla sua e ha vissuto anche lui in una sorta di passato senza tempo. E poi ho ereditato tutti i suoi dischi, tutti i suoi 45 giri; quindi, ho scoperto tutta una cultura. Forse questo lavoro è quello che, in qualche modo, gli rende maggior omaggio». Tatum ammette di aver pensato spesso al nonno durante la fase di scrittura, nella quale ha provato a realizzare dei brani che potessero funzionare per sola voce e chitarra, «senza nessun tipo di produzione o arrangiamento».
Da quella versione embrionale, registrata con un semplice dittafono a cassetta, sono nate queste dieci canzoni (anzi qualcuna di più, che è stata sacrificata e non è finita nell'album), che hanno trovato una loro forma nel corso di un'estate di concerti «in varie situazioni», molte delle quali ticinesi, insieme ai musicisti Luca Marini, Ursin Andres e Philippe Helfer. L'incisione è avvenuta dal vivo, in soli due giorni, nello studio analogico di Brunnen (SZ) del collega Björn Magnusson. È stato lui stesso, «fonte d'ispirazione di lunga data» di Rush, a curare la registrazione e il mix. Il mastering è stato affidato a Leo Pusterla, che ha accolto questo progetto nel suo "porto sicuro" luganese, progetto che ha spiazzato l'etichetta milanese di Tatum. «È rimasta un po' senza parole, non sapevano bene come trattare questo disco. Mi hanno chiesto: "Cosa possiamo fare per te? Perché questi brani non sappiamo come spingerli nel mercato che conosciamo noi"».
È così che il più luganese dei lavori dell'artista è approdato all'etichetta indipendente cittadina. D'altronde è un disco che trasuda Ceresio fin dal titolo. L'ispirazione è cinematografica ed è merito di una conversazione con Radiana Basso, meglio nota come Concetta Spaziale. E poi c'è il Sentiero di Gandria, luogo in cui Rush ha vissuto l'estate in cui è nato il progetto del disco. «Questo piccolo tratto di natura è stato veramente una sorta di teatro per questo immaginario che già conoscevo, ma è risbocciato». È così che il sentiero è diventato «una sorta di personaggio quasi teatrale» e, insieme ad esso, il golfo di Lugano, il San Salvatore e il panorama invidiato in tutta la Svizzera. È una prima volta, nel percorso artistico di Rush. «Prima ero sempre proiettato verso una sorta di immaginario cosmopolita, internazionale, intercontinentale. Questa volta ho proprio cercato di restare lì dov'ero».
Il disco è nato sotto la spinta dell'urgenza e non era stato pianificato: l'attenzione era rivolta al progetto "Wanderer", al quale sta lavorando da tempo con Lisa Lurati e che andrà in scena al LAC di Lugano il 20 e 21 maggio. Ma la voglia di nascita di Lolito Ceresiaco era troppo forte. Può capitare di incontrarlo tra le strade del centro? «Non esce dal Sentiero di Gandria, si muove tra il Parco degli Ulivi e le palme. È quello il suo regno».





