Bentancur (magari con Constantin e Degennaro) è l'unico che può salvare il Bellinzona

Tutto ruota attorno ai debiti: se saranno confermati i 2,2 milioni di buco tra gestione e FIFA, le possibilità di una trattativa crolleranno
Trujillo deve convincere la FIFA che il Llaneros rinuncerà al premio di formazione di tre giocatori colombiani.
Tutto ruota attorno ai debiti: se saranno confermati i 2,2 milioni di buco tra gestione e FIFA, le possibilità di una trattativa crolleranno
Trujillo deve convincere la FIFA che il Llaneros rinuncerà al premio di formazione di tre giocatori colombiani.
BELLINZONA - “Non ci sono problemi”, “È solo una questione burocratica”, “I soldi ci sono e ci sono sempre stati”. In questi mesi da Bellinzona sono arrivate solo voci rassicuranti. Anche quando la mini-licenza tardava ad arrivare (e quel lasciapassare non viene praticamente mai negato), anche quando la licenza per la stagione 2026/27 non era stata ottenuta in prima istanza.
Da allora - e sono passate settimane, non anni - la situazione è tuttavia precipitata. Il vaso è stato scoperchiato e si è visto che, purtroppo, all’interno c’era poco oltre alle parole. Niente fatti, niente soldi. Così è arrivata la bocciatura pure in seconda istanza da parte della Commissione delle Licenze, preceduta, per lo sconforto del mondo granata, da una dolorosissima retrocessione sul campo e dall’ammissione della drammaticità della situazione finanziaria del club.
Ora che il patron Trujillo si è di fatto disimpegnato, lasciando la patata bollente in mano a Shpetim Krasniqi - che, lo ricordiamo, in caso di fallimento, al pari di Mario Rosas rischia di dover coprire di tasca propria il buco relativo ai contributi sociali - quella che era una situazione molto preoccupante è diventata drammatica.
Cosa succederà?
Le alternative sono poche e sono già state elencate. E tra queste non c’è l’arrivo di una cordata salvifica, pronta a mettere quattro milioni sul tavolo per pensare di chiudere i conti vecchi e disputare una dignitosa Promotion League. L’unica speranza, al momento, tenendo conto che la vecchia proprietà non ha intenzione di estinguere i debiti maturati, è quella di una nuova discesa in campo di Pablo Bentancur. Ma anche questa eventualità non è “probabilissima”.
Tornerà il vecchio armatore?
Perché succeda si devono verificare un paio di condizioni per nulla semplici. La prima: una parte del debito - circa 1,4 milioni relativi alle spese di gestione societarie fino al 30 giugno - deve essere in qualche modo abbassata. Magari con un concordato. La seconda: la pendenza di circa 800’000 franchi che l’ACB ha con alcuni club sudamericani (soprattutto con il Llaneros di Trujillo) deve essere “trattata”. Proprio su questa questione sta lavorando l’avvocato Tettamanti, legale di Bentancur, convinto di riuscire a convincere la FIFA a cancellare la posizione granata con una dichiarazione di rinuncia del premio di formazione da parte del Llaneros. La dichiarazione dev’essere firmata da Trujillo…
Se il “giochino” riuscirà, allora Bentancur potrà pensare di tornare al Comunale, anche se al momento non è ancora chiaro in che veste. La strada più ambiziosa - da vedere poi quanto percorribile - è una partnership con Christian Constantin, con Marco Degennaro (che ha confermato la possibilità a rsi) a gestire l'intero settore calcio. La certezza è in ogni caso che, al momento, un suo rientro (che gli costerebbe probabilmente gli 800’000 franchi che ancora deve incassare dall’attuale patron dell’ACB) è l’unica possibilità che ha il Bellinzona per evitare un tragico fallimento.








