Jason Collins muore dopo una battaglia contro il cancro

È stato primo giocatore NBA a fare coming out: aveva 47 anni
NEW YORK - Jason Collins, l'ex giocatore Nba divenuto il primo uomo dichiaratamente gay a giocare nella principale lega di basket americana, è morto a 47 anni dopo aver combattuto contro un cancro al cervello. Lo ha reso noto la sua famiglia.
«Jason ha cambiato la vita delle persone in modi inaspettati ed è stato fonte di ispirazione per tutti coloro che lo hanno conosciuto, così come per chi lo ammirava da lontano. Siamo grati per l'ondata di affetto e preghiere ricevuta negli ultimi otto mesi, nonché per le eccezionali cure mediche che Jason ha ricevuto dai suoi medici e infermieri», si legge nella nota.
Collins aveva rivelato a settembre di essere in cura per un tumore al cervello e che sostenuto dal marito Brunson Green di aver intrapreso un percorso terapeutico a base di farmaci, radioterapia e chemioterapia, scegliendo infine di sottoporsi a cure innovative a Singapore.
Si era ritirato nel 2014, dopo una carriera durata 13 anni che lo aveva visto vestire le maglie dei Nets, dei Memphis Grizzlies, dei Minnesota Timberwolves, degli Atlanta Hawks e dei Boston Celtics. Aveva fatto coming out nel 2013, in un articolo pubblicato su Sports Illustrated.
«Quando ho fatto pubblicamente coming out, è stata un'esperienza singolare - decisamente rara - e ho ricevuto due telefonate: prima da Oprah Winfrey e poi dal presidente Barack Obama», ha ricordato Collins in un'intervista a ESPN a novembre. «Obama mi disse: "Congratulazioni, ciò che hai fatto oggi avrà un impatto positivo sulla vita di qualcuno che, forse, non incontrerai mai di persona"».



