«Però ca**o (…) alle nove e mezza»: il soliloquio di Sempio sotto la lente dei pm

Le nuove indagini attribuiscono a Sempio un possibile riferimento diretto all'orario dell'omicidio di Chiara Poggi.
PAVIA - C'è almeno un'altra novità che emerge dalla rilettura di un’intercettazione ambientale del 2017. Secondo quanto riferisce l'Ansa, la Procura di Pavia, nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco chiuse di recente, sostiene infatti che Andrea Sempio in un soliloquio «sembra riferirsi all’orario» in cui si sarebbe presentato a casa della vittima. Nell’audio datato 8 febbraio 2017 il 38enne dice: «È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però ca**o (…) alle nove e mezza».
I pm collegano queste frasi anche a un’intercettazione del 14 aprile 2025, ritenendo che Sempio alluda all’ingresso nell’abitazione il giorno dell’omicidio. Secondo la ricostruzione, basata anche sulla consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo, Chiara Poggi disattivò l’allarme alle 9.12 e, considerando almeno mezz’ora tra inizio digestione e morte, alle 9.45 era ancora viva. Per questo, è «irragionevole» che l’omicidio sia stato commesso da Alberto Stasi, che alle 9.35 era a casa propria, a 1,7 km di distanza: per i pm aveva quindi un alibi.
Diversamente, Sempio non lo avrebbe: sempre secondo l’accusa sarebbe entrato verso le 9.30 e alle 9.58 avrebbe chiamato l’amico Mattia Capra. La fase dell’aggressione sarebbe durata 15-20 minuti. Gli inquirenti escludono inoltre qualsiasi evento drammatico tra Chiara e Stasi la sera precedente: la ragazza scaricò foto di un viaggio a Londra e contribuì alla tesi di lui, che poi continuò a scriverla.
Stasi: Chiara non mi parlò mai di avances
Sentito il 20 maggio 2025, Stasi ha dichiarato che Chiara non gli parlò mai di avances legate alle strane telefonate né di sospetti su Sempio. Ha ricordato solo un accenno alle avances di un collega e ha escluso che qualcuno sapesse dei video intimi o che il fratello della vittima ne fosse a conoscenza.
Inoltre, una nuova analisi delle macchie di sangue segnala - secondo la stampa italiana - nuove tracce sulle scale della cantina, tra cui segni a “C” rovesciata compatibili con l’appoggio dell’arma e una possibile impronta di palmo sinistro - finora mai letta - ai margini della pozza all’ingresso, ritenuta dagli investigatori riconducibile all’assassino.



