«Dove ci porterà tutto questo? Si vedrà»

La prossima settimana gli Ocean of Emotions completeranno la pubblicazione di "Amygdala", un «EP diffuso», e debutteranno dal vivo con la nuova formazione
La prossima settimana gli Ocean of Emotions completeranno la pubblicazione di "Amygdala", un «EP diffuso», e debutteranno dal vivo con la nuova formazione
BIASCA - È quasi concluso il percorso che sta per portare gli Ocean of Emotions a completare la pubblicazione dei brani di "Amygdala", il primo EP della band sopracenerina. La pubblicazione è avvenuta alla spicciolata, come avevamo già avuto modo di dire un anno fa, in una precedente intervista al cantante, chitarrista e autore dei testi Luca Darini.
Il gruppo, passato attraverso un paio di cambi di formazione, sembra aver trovato la stabilità con la formazione composta, per l'appunto, da Darini affiancato da Vincenzo Manfreda alla chitarra, Fabio Machado al basso e dal nuovo batterista, Juan Pablo Steinman. Il 28 aprile è stato pubblicato il singolo "Senza gusto", mentre il 15 maggio sarà la volta di "La prima nevicata", che completerà la presentazione al pubblico di questo «EP diffuso», come lo aveva definito proprio Darini.
Partiamo da "Senza gusto". Parla di come il lavoro possa imbruttire l'individuo, di alienazione. C'è per caso una componente autobiografica?
«Sì, senz'altro. Queste due canzoni sono autobiografiche e ora un po' datate. Le pubblichiamo come Ocean of Emotions, ma risalgono al progetto che avevo in precedenza, che era l'embrione di questa band. A proposito dell'alienazione, hai centrato il punto. È la storia di qualcuno che sta provando da sempre a realizzare il proprio sogno, per un motivo o l'altro non ce la fa e forse, dentro di sé, smette un po' di crederci. Però non demorde. Non mi ricordo in che situazione mi trovassi a livello lavorativo, all'epoca, ma creativamente era così: qualsiasi cosa provassi a fare, per un motivo o per l'altro non andava a finire come nei miei desideri».
Quindi hai deciso di farne una canzone. D'altronde, come diceva bene Guccini, "se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie".
«Eheh sì, esattamente».
Veniamo quindi a "La prima nevicata": inizio distortissimo, approccio post-punk alla Giovanni Lindo Ferretti. Arriva prima o dopo "Senza gusto"?
«In realtà nascono nello stesso periodo. Questo brano in particolare non trae ispirazione dai CCCP - anche se l'accostamento mi fa molto piacere - ma da una canzone di Frank Zappa, "You Are What You Is", che è costruita su un giro musicale che si ripete in continuazione. Il testo, invece, lo considero un po' un mio manifesto».
Sono parole ricche di un'ironia sottile, ma efficace. Vuoi aggiungere qualcosa al contenuto delle liriche?
«Non credo ci sia altro da dire, è un testo che parla da sé».
Ne avevamo già parlato: "Amygdala" quale centro delle emozioni, comprese quelle negative. Facendo un bilancio di questo EP, quali sono quelle che prevalgono? Sia all'interno del lavoro che in voi, come gruppo?
«Partiamo dalla band. Siamo soddisfatti di quello che abbiamo creato e di come l'abbiamo fatto. Il nostro obiettivo era quello di registrare un disco per nulla patinato, come fosse una fotografia - scattata in studio - di come suoniamo dal vivo. Le emozioni nelle canzoni? Alla fine prevalgono quelle positive».
Il 16 maggio debutterete dal vivo con la nuova formazione. Siete pronti a lanciarvi in questa avventura?
«Prontissimi! Vero è che il luogo dove debuttiamo è Dal Giovann a Osogna: abbiamo la sala prove a pochi metri e quindi giochiamo in casa. Ma siamo pronti, non vediamo l'ora. Il 29 maggio replicheremo a Biasca, in occasione del Petronilla Live Music. In autunno ci saranno altre date».
Cosa proporrete, oltre ai brani di "Amygdala"?
«Abbiamo altra carne al fuoco, ovvero nuovi brani. Ne abbiamo due in scaletta, forse diventeranno tre. Il paradigma per noi è creare e suonare il più possibile: facciamo musica per questo. Dove ci porterà tutto questo? Si vedrà».




