A Crans Montana lavoro senza sosta...ma senza paga

A quattro mesi dalla tragica notte di Capodanno emergono tensioni tra il personale sanitario e le istituzioni vallesane per il mancato pagamento delle ore straordinarie.
CRANS-MONTANA - Le fatture inviate dagli ospedali vallesani alle famiglie delle vittime italiane del dramma di Crans-Montana non sono le uniche a far discutere.
Tensioni tra sanitari e istituzioni
A quattro mesi dalla tragica notte di Capodanno, emergono infatti tensioni tra il personale sanitario e le istituzioni per il mancato pagamento delle ore straordinarie.
La notizia è stata anticipata da 20Minutes. Durante l’incendio del bar Le Constellation, che ha causato 41 morti e 115 feriti, gli operatori della Compagnia di ambulanze dell’Ospedale del Vallese hanno lavorato senza sosta, spesso intervenendo anche nei giorni di riposo.
I soldi ancora non si sono visti
Nonostante l’impegno straordinario, molti soccorritori non hanno ancora ricevuto la retribuzione per le ore aggiuntive effettuate. «Abbiamo lavorato a lungo sul posto, molti sono arrivati anche nei loro giorni liberi, ma a distanza di quattro mesi le ore supplementari non ci sono ancora state pagate», ha spiegato al quotidiano romando un sanitario che ha preferito restare anonimo.
La questione è stata sollevata internamente, ma secondo quanto riferito dai dipendenti, la risposta ricevuta indica uno stallo tra le istituzioni coinvolte. «Ci è stato detto che il nostro datore di lavoro, l’ospedale, e il Cantone si rimpallano la responsabilità su chi debba coprire questi costi», ha riferito ancora il soccorritore.
Un evento straordinario
L’Ospedale del Vallese conferma che il pagamento delle ore straordinarie è ancora in sospeso. Attraverso il suo responsabile della comunicazione, Joakim Faiss, l’istituzione spiega che, data la natura eccezionale dell’evento, la questione richiede una gestione particolare. «Si tratta di definire una presa in carico tra il Cantone e noi, come già avviene per altri professionisti coinvolti in questa tragedia».
Al momento, le trattative con le autorità cantonali sono ancora in corso e non è stata indicata una tempistica precisa per la risoluzione. L’ospedale assicura tuttavia che tutte le ore lavorate sono state regolarmente registrate e che saranno retribuite «il prima possibile».
Dal canto suo, il Servizio cantonale della sanità pubblica sottolinea che la remunerazione delle ore supplementari rientra nelle competenze del datore di lavoro, in questo caso l’Ospedale del Vallese. Le direttive cantonali, precisa l’ente, prevedono comunque meccanismi di finanziamento capaci di coprire anche costi straordinari come quelli derivanti da eventi eccezionali.



