Subiat si racconta tra Lugano, Svizzera, il maledetto Covid e un giudizio netto su CR7

Subiat tra passato e presente: «La Svizzera è spesso sottovalutata, Messi e Maradona unici, nulla a che vedere con Cristiano Ronaldo»
Subiat tra passato e presente: «La Svizzera è spesso sottovalutata, Messi e Maradona unici, nulla a che vedere con Cristiano Ronaldo»
LUGANO - Nato a Buenos Aires, Nestor Subiat fu uno dei protagonisti della rinascita della Nazionale svizzera negli anni ’90. Dopo quasi trent’anni di assenza dai Mondiali, fu tra i protagonisti della spedizione a USA ’94 sotto la guida di Roy Hodgson. I tifosi del Lugano lo ricordano soprattutto per la conquista della Coppa Svizzera del 1993: una finale vinta 4-1 contro il Grasshopper, impreziosita da una sua doppietta. Dopo aver lasciato il calcio, l’ex idolo bianconero - oggi 60enne - ha fondato la Nestor Subiat Events, un’agenzia specializzata nell’organizzazione di eventi sportivi, viaggi a tema e formazione calcistica.
Oggi, però, il calcio non è più al centro dei suoi pensieri. «Sì, sono un po’ più distaccato - ci ha raccontato - Non significa che non mi piaccia, ma non seguo le partite come una volta. Vivendo a Friborgo, sono stato due volte a Berna: l’anno scorso per lo Young Boys in Champions League contro lo Sporting Lisbona e nel 2022 per la finale di Coppa Svizzera tra Lugano e San Gallo, vinta dai bianconeri 4-1, lo stesso risultato con cui vincemmo noi nel ’93 contro il Grasshopper. Che gran bella partita... Ho rivisto tanti amici come Andrioli, Morf e Fornera».
I ricordi di Lugano - Il più bello resta senza dubbio la vittoria della Coppa. Ricordo tutto dell’avventura in bianconero: abitavo a Cadro ed era come essere in vacanza. Sarei rimasto volentieri, ma mi cercò il Grasshopper, una società che all’epoca lottava per i titoli nazionali e con cui disputammo anche la Champions League. Una scelta che rifarei, visto che vincemmo tre campionati. Quando sei calciatore vuoi solo vincere.
TiPressCalcio fa rima con Bombonera - Sono un grande tifoso del Boca Juniors, essendo nato in Argentina. A febbraio sono stato un mese a Buenos Aires e ho assistito a due partite nella mitica Bombonera. Non era la prima volta per me, ma almeno volta nella vita bisogna andarci, perché solo lì capisci davvero cosa sia il calcio. Dopo che vivi quell'esperienza, tutto il resto ti sembra diverso. Se vuoi conoscere il paradiso devi andare alla Bombonera.
La Nestor Subiat Events strozzata dal Covid - Con la mia agenzia organizzavo numerosi viaggi negli stadi di tutta Europa, anche per grandi eventi come Europei e Mondiali, con un'ottima adesione. Ma, per via della mia attività, durante il Covid ho trascorso un paio d’anni senza lavorare e non è stato facile, anche perché pure mia moglie si è ritrovata senza un'attività. Il coronavirus ci ha messi in ginocchio: gli eventi erano fermi e non c’era lavoro. Per fortuna, in seguito, entrambi abbiamo trovato un impiego presso la Posta Svizzera, dove ancora oggi lavoriamo. È stato un periodo difficile, ma devo ammettere che non abbiamo mai avuto paura di non farcela.
Un punto di non ritorno - Un Lione-PSG, sempre nel periodo della pandemia, mi ha fatto capire che quell’attività non faceva più per me: era tutto organizzato, con cena allo stadio inclusa, ma due giorni prima siamo stati costretti ad annullare perché la Francia aveva imposto un limite di spettatori. È stato esattamente in quel momento che ho deciso di smettere, anche se in molti negli ultimi anni mi hanno chiesto di tornare a organizzare trasferte. Oggi però i prezzi sono diventati troppo alti: all’ultimo Europeo in Germania i biglietti venivano venduti a 300-400 franchi e non me la sentivo di chiedere 700-800 franchi alle persone per una trasferta. Me ne vergognavo quasi.
La Nazionale svizzera - Murat Yakin è un mio amico e ho molta fiducia. In tanti parlano male di lui, ma quando conta ha sempre fatto bene. C'è tanta qualità nel gruppo... La Svizzera è come un sassolino nella scarpa: dà fastidio ed è in grado di mettere in difficoltà chiunque. Secondo me i rossocrociati vengono spesso sottovalutati e tale aspetto li avvantaggia. La partita che mi ha sorpreso di più è stata quella contro l’Italia all’ultimo Europeo, dove la Svizzera ha dominato e controllato l’avversario con una maestria che non avevo mai visto».
FreshfocusMaradona o Messi? E su Ronaldo... Sono simili... Gli argentini sono davvero fortunati ad avere avuto questi due fenomeni. Chi paragona CR7 a Messi e Maradona, secondo me, non capisce di calcio. Non che CR7 sia scarso, ma gli altri due sono di un altro pianeta. Oggi come oggi mi fa un po’ pena vedere Ronaldo in Arabia: non vince più niente e sembra sconsolato, ma ha un ego talmente alto che farà fatica a smettere. E penso che anche la nazionale portoghese stia aspettando quel momento, per levarsi di dosso un bel problema...
Svizzera o Argentina? - Dico 50/50. Ma vi racconto un aneddoto... Quando fanno gol Argentina e Svizzera, grido sempre. Ma il giorno che Di Maria ha segnato in Svizzera-Argentina al Mondiale del 2014 sono rimasto muto... Non sapevo se essere contento o no...».







