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APPENZELLO ESTERNO

Abusate per anni dal patrigno: «Tutti lo sapevano, ma nessuno ha detto nulla»

Le due sorelle raccontano la lunga omertà della comunità e la difficoltà nel trovare giustizia. L'uomo era legato alla chiesa evangelica
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Fonte BLICK
Abusate per anni dal patrigno: «Tutti lo sapevano, ma nessuno ha detto nulla»
Le due sorelle raccontano la lunga omertà della comunità e la difficoltà nel trovare giustizia. L'uomo era legato alla chiesa evangelica

HERISAU (AR) - Oggi Emma P.* (32 anni) lavora nel sociale e Marisa F.* (24 anni) ha appena concluso l’apprendistato. Il Blick le incontra a San Gallo: appaiono serene, ma il loro passato è segnato da gravi abusi.

Le accuse al patrigno
Entrambe sono state vittime, da bambine, del patrigno René F. (63 anni), oggi a processo presso il tribunale del canton Appenzello Esterno. È accusato di atti sessuali con minori, coercizione sessuale e reati legati alla pornografia. Quando Marisa ricorda quanto subito, emerge un dolore profondo: «A volte pensavo di meritarmelo», dice tra le lacrime. René F., membro del movimento Vineyard, rete internazionale di chiese evangeliche libere, si presenta sui social come una persona affettuosa. Nella realtà, secondo l’accusa, ha abusato delle due giovani e di almeno una terza vittima.

Vent'anni di abusi
All’inizio degli anni Duemila si trasferisce nella casa di Emma, assumendo un ruolo di padre sostitutivo. Dal 2003 iniziano gli abusi: carezze, baci e altri atti. In cambio del silenzio, le offriva regali e privilegi. Tra il 2013 e il 2015 avrebbe poi abusato di Marisa, filmandola in bagno e sotto la doccia. Uno dei video, intitolato «Il mio film», è stato decisivo per l’inchiesta. La madre di Marisa, ancora sposata con l’imputato, anni dopo contatta Emma esprimendo sospetti. Da lì parte la denuncia. René F. viene arrestato a settembre 2023: nella sua casa vengono trovati i video. Dopo la custodia cautelare, è libero da febbraio 2024.

La terza vittima
Secondo l’accusa, esiste anche una terza vittima, Petra M.* (40 anni), che denuncia circa 40 abusi tra il 1995 e il 1998. In aula l’imputato resta in silenzio, limitandosi a ripetere: «Nessuna dichiarazione». Rischia fino a cinque anni e mezzo di carcere, trattamento terapeutico e il divieto a vita di contatti con minori, oltre al pagamento delle spese legali. La madre di Marisa continua a sostenerlo e non si è presentata in aula.

«Tutti lo sapevano, ma nessuno ha parlato»
Emma sottolinea la responsabilità sociale: «Tutti sapevano, ma nessuno ha parlato». Le due donne ribadiscono di non avere colpe e sperano in una condanna. La sentenza è attesa nei prossimi giorni. Vale la presunzione di innocenza.

(* nomi cambiati)

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