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Il Canton Vallese rifiuta di pubblicare alcuni documenti su Crans-Montana

Le autorità cantonali sostengono che la copertura mediatica che ne seguirebbe potrebbe influenzare il lavoro del Ministero pubblico. Ma gli avvocati delle vittime non ci stanno.
crans-montana.ch
Il Canton Vallese rifiuta di pubblicare alcuni documenti su Crans-Montana
Le autorità cantonali sostengono che la copertura mediatica che ne seguirebbe potrebbe influenzare il lavoro del Ministero pubblico. Ma gli avvocati delle vittime non ci stanno.

CRANS-MONTANA - Il Canton Vallese rifiuta di rendere pubblici alcuni documenti legati al disastroso incendio di Capodanno di Crans-Montana. Per le autorità, la loro pubblicazione potrebbe influenzare il lavoro del Ministero pubblico e accentuare la pressione mediatica intorno alla vicenda.

A riferirlo è la Sonntagszeitung, secondo la quale il Cantone si basa su un’eccezione prevista dalla legge sulla trasparenza che permette di bloccare l’accesso a dei documenti se questo rischia di perturbare il processo decisionale delle autorità.

Il boom mediatico
Per sostenere questa posizione, il Vallese avrebbe trasmesso 269 articoli di stampa all’incaricato per la protezione dei dati, mettendo in evidenza l’ampiezza della copertura mediatica, le critiche arrivate dall’Italia o ancora la pressione esercitata sulla procuratrice generale Béatrice Pilloud. Le autorità ritengono che pubblicare nuovi documenti provocherebbe un «nuovo slancio mediatico» in grado di influenzare l’inchiesta.

Un pericoloso precedente
I critici ritengono però che questa decisione possa creare un precedente pericoloso. Più l’interesse pubblico e le critiche sono importanti, più le autorità potrebbero facilmente rifiutare la trasparenza in futuro, sostiene l’avvocato delle vittime di Crans Montana Sébastien Fanti, ex incaricato cantonale per la protezione dei dati e la trasparenza.Ora diversi legali delle vittime chiedono una perquisizione all’interno del servizio cantonale dei pompieri, accusando quest’ultimo di rifiutare la trasmissione di alcuni dossier nonostante una richiesta esplicita da parte del Ministero pubblico. Denunce penali sono già state presentate contro diversi responsabili del servizio.

Se ne parlerà a giugno
Una seduta di mediazione è prevista per il 1 giugno. Se non verrà trovato nessun accordo, il conflitto intorno all’accesso ai dossier potrebbe finire davanti ai tribunali e diventare un caso di riferimento sui limiti del principio di trasparenza.

André Mudry, capo dell'informazione del Canton Vallese, ha spiegato alla SonntagsZeitung che il problema non risiede nel timore delle critiche mediatiche, ma nell’influenza che questa pressione potrebbe esercitare sul lavoro del Ministero pubblico.

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