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SVIZZERA

Nelle case dei più ricchi della Svizzera...a pulire 16 ore al giorno, sette giorni su sette

Quaranta donne provenienti dalla Serbia sarebbero state sfruttate per anni a Gstaad.
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Fonte Tages Anzeiger
Nelle case dei più ricchi della Svizzera...a pulire 16 ore al giorno, sette giorni su sette
Quaranta donne provenienti dalla Serbia sarebbero state sfruttate per anni a Gstaad.

GSTAAD - Pulivano per alcune delle persone più ricche della Svizzera, 7 giorni su 7, anche 16 ore al giorno, pagate 1'500 franchi al mese. E dovevano risultare invisibili. Quaranta donne provenienti dalla Serbia sarebbero state sfruttate per anni a Gstaad lavorando in svariati chalet e hotel di lusso.

A riportarlo è il Tages Anzeiger, precisando che la prossima settimana a Thun si aprirà il processo a carico dei presunti colpevoli: una coppia serba e la loro figlia.

La procura li accusa di tratta di esseri umani, estorsione, coercizione, minacce, lesioni personali, falsificazione di documenti, appropriazione indebita, usura e frode fiscale.

E la tensione, in quel di Gstaad, è alta: stando al quotidiano zurighese, infatti, è certo che tra i clienti della famiglia serba figurerebbero, oltre ad hotel, agenzie e gestori immobiliari, anche alcune delle persone più ricche del mondo.

Nel concreto, i membri della famiglia sotto accusa avevano un vero e proprio modus operandi. Si recavano in Serbia e reclutavano donne provenienti da contesti di povertà. Promettevano loro orari di lavoro regolari, tre pasti al giorno, e 1'500 franchi al mese in cambio di pulizie in hotel, appartamenti, e abitazioni private e di occuparsi dei figli dei clienti.

Queste condizioni, però, non venivano mai rispettate e le malcapitate si trovavano a lavorare, fin dal primo giorno, sette giorni su sette, con turni fino a 16 ore. E spesso gli veniva trattenuta arbitrariamente parte del salario.

Le vittime, tutte di età compresa tra i 29 e i 53 anni, doveva inoltre essere "invisibili". Una ha dichiarato che doveva pulire sempre e solo quando nessuno poteva vederla. Finestre e terrazze dovevano essere pulite prima dell’alba e durante il giorno non poteva affacciarsi al balcone o alle finestre. Ad alcune delle vittime è poi esplicitamente stato ordinato di non lasciare mai l’alloggio ed era vietata qualsiasi comunicazione con l’esterno.

Alle donne veniva poi impedito di opporsi allo sfruttamento. A una delle vittime, che voleva andarsene dopo 20 giorni di lavoro, l'imputata ha tolto il passaporto, minacciando che non sarebbe stata pagata del tutto se non fosse rimasta per il periodo pattuito.

A far emergere le losche attività della famiglia, nel 2019 è stata una segnalazione anonima di un vicino giunta alla polizia. Dopo l'apertura di un'indagine, nel 2020 i tre furono arrestati.

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