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Timbrava in Italia, lavorava in Ticino: ecco come l'hanno beccato

Pedinamenti, appostamenti, incrocio dei dati di rilevazione delle presenze con le immagini di dove in realtà si trovasse: per l'addetto alla manutenzione del verde di un piccolo paese di confine la Guardia di finanza parla di «comportamento reiterato e strutturato nel tempo»
Foto Gdf
Fonte ats
Timbrava in Italia, lavorava in Ticino: ecco come l'hanno beccato
Pedinamenti, appostamenti, incrocio dei dati di rilevazione delle presenze con le immagini di dove in realtà si trovasse: per l'addetto alla manutenzione del verde di un piccolo paese di confine la Guardia di finanza parla di «comportamento reiterato e strutturato nel tempo»

VARESE/LUINO - Emergono nuovi dettagli intorno alla vicenda del dipendente di un piccolo Comune italiano di frontiera che dopo avere timbrato il cartellino per attestare la presenza in servizio, varcava invece il confine per venire a lavorare in Ticino. La Guardia di finanza parla di un comportamento «reiterato e strutturato nel tempo».

Dopo aver raggiunto il municipio con un mezzo dell'ente e timbrato il cartellino per attestare la presenza in servizio, avrebbe parcheggiato il veicolo comunale nel magazzino dell'amministrazione per poi allontanarsi a bordo della propria auto privata. Da quel momento, secondo l'accusa, l'uomo si sarebbe dedicato ad attività personali e, in più occasioni, avrebbe oltrepassato il confine di Stato per lavorare alle dipendenze di un'impresa con sede in Canton Ticino.

Le indagini delle Fiamme Gialle, condotte attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e accertamenti incrociati sulle timbrature e sugli spostamenti del dipendente, avrebbero consentito di documentare la sequenza di illeciti (nel primo comunicato diffuso stamane si parlava di 18 episodi). Determinante si è rivelato l’incrocio tra le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei comuni limitrofi e i dati telefonici, che hanno permesso di ricostruire, con precisione, gli spostamenti del soggetto durante l’orario di lavoro. Il confronto con le timbrature ha così consentito di accertare gli episodi di assenza ingiustificata.

L'attività investigativa avrebbe evidenziato quindi come il lavoratore risultasse formalmente in servizio presso il Comune anche durante le ore trascorse fuori sede. Una circostanza resa plausibile, secondo gli investigatori, dal tipo di mansioni svolte, legate alla manutenzione del verde pubblico e quindi spesso effettuate all'esterno degli uffici comunali. La posizione dell'uomo è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria.

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