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Occhio al rimborso Serafe, è una truffa

Ennesimo tentativo di phishing. Un lettore: «In pochi minuti iniziano a spendere i tuoi soldi acquistando prodotti online».
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Occhio al rimborso Serafe, è una truffa
Ennesimo tentativo di phishing. Un lettore: «In pochi minuti iniziano a spendere i tuoi soldi acquistando prodotti online».

LUGANO - «In seguito all'ultimo estratto conto annuale relativo al canone radiotelevisivo (Serafe), abbiamo constatato che Lei presenta un saldo a credito per l'anno 2025. Pertanto, Lei ha diritto al rimborso dei canoni Serafe già versati. L'importo del tuo rimborso è 335 franchi». Arriva così, sotto forma di mail, l'ennesima truffa online che invita a inoltrare la richiesta di rimborso tramite un fasullo account Serafe nel quale inserire i propri dati sensibili.

La stessa mail reindirizza infatti a un link e subito vengono chiesti i dati della carta di credito, con tanto di codice di verifica.

A segnalare l'accaduto un lettore: «Se si inseriscono i dati, iniziano a spendere il tuo denaro in pochi minuti acquistando prodotti online».

Fa sorridere il boxino nella mail che avverte di possibili ritardi in relazione al rimborso: «Assicurati che tutte le informazioni siano corrette e complete», avverte. Una cosa è certa, non ci sarà nessun ritardo. Il rimborso non arriverà mai.

Di che truffa si tratta?
Ovviamente si tratta dell'ennesimo caso di phishing (perché il truffatore, pescando, fa abboccare qualcuno all'amo».

Come spiega la polizia Cantonale sulla pagina web dedicata alla prevenzione, il destinatario o la destinataria riceve un'email che simula quella di una società molto nota, ad esempio una banca, un’assicurazione, un istituto che emette carte di credito, un sito che si occupa d’aste, ecc.

In questo messaggio vengono solitamente segnalate situazioni particolari, come ad esempio la scadenza del proprio account e il bisogno da parte della società di rinnovare e controllare i dati dell’utente. Chi riceve il messaggio viene anche informato che se entro una determinata data non eseguirà quanto chiesto il proprio conto verrà bloccato oppure gli verrà addebitata una determinata somma di denaro.

All’utente viene chiesto di cliccare su un link. Cliccando sul collegamento si apre il documento o la pagina Internet a cui viene fatto riferimento per regolarizzare la propria posizione. Il link in oggetto porta però a un clone del sito ufficiale. Qui si troverà di solito un formulario elettronico in cui viene chiesto d’immettere i propri dati riservati quali, nome, cognome, numero di telefono, numero di carta di credito, nome d’utente, password. Tali dati vengono però consegnati nelle mani dei malintenzionati per utilizzarli poi a scopi illeciti. 

Come proteggersi
- Nessuna società seria chiede via email (ma anche in altri modi) il nome utente e la password ai propri clienti. Di conseguenza, se si ricevono richieste di questo genere probabilmente ci si trova di fronte a un’operazione fraudolenta.
- Non rispondere a queste email e non cliccare sui link in essi presenti.
- Mai fornire i propri dati riservati o inviare scansione di documenti.
- In caso di dubbi rivolgetevi al vostro fornitore di servizi online o al vostro istituto finanziario.

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