«Il Parlamento taglia, noi paghiamo e le colonne sulle strade aumentano»

La presa di posizione dei Verdi del Ticino sull'aumento del prezzo di biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici.
BELLINZONA - «Una decisione difficile da comprendere in un momento così delicato». L'aumento di biglietti e abbonamenti (+ 3,9%) dei trasporti pubblici, annunciato negli scorsi giorni da parte di Alliance SwissPass, non è andato giù ai Verdi del Ticino.
Secondo il partito dell'ecologia questa decisione è una conseguenza dell’inflazione, ma anche di precise decisioni politiche. Nella sessione primaverile, il Parlamento ha infatti approvato tagli federali nel settore.
«Nel pieno di una crisi petrolifera, con gli effetti della crisi climatica già evidenti e mentre la popolazione è costretta a fare sacrifici a causa dell’aumento del costo della vita», spiegano gli stessi Verdi in una nota stampa. «Proprio ora, quando sarebbe fondamentale consolidare l’aumento degli utenti del trasporto pubblico per diminuire gli ingorghi stradali, ridurre la dipendenza dalle energie fossili e mitigare l’impatto climatico, di cui le nostre Alpi vivono le conseguenze peggiori».
E invece «ogni crisi petrolifera la stessa storia, come se le conseguenze fossero un imprevedibile risultato. La svolta nella mobilità non passa da treni e bus più costosi, ma da una politica che renda il trasporto pubblico più accessibile: un’offerta di qualità e abbonamenti a prezzi ragionevoli. Il Parlamento taglia, e a pagare è la popolazione. Soprattutto nel Cantone Ticino, più povero e più trafficato della Svizzera».
L’annuncio arriva poco prima del periodo pasquale, segnato dalle code chilometriche al Gottardo che congestionano autostrade e strade cantonali ticinesi e urane, anticipando il caos estivo. «Una fotografia eloquente - secondo i Verdi - delle priorità della politica federale, e non solo. La conseguenza dei tagli è diretta: il Parlamento taglia, noi paghiamo il biglietto (e l’abbonamento) e le colonne aumentano. Verdi del Ticino rivendica una politica dei trasporti diversa: investire nel trasporto pubblico e nella mobilità dolce come modalità principali di spostamento. Una politica che promuova un vero cambio di paradigma: città più sostenibili e sicure per ciclisti e pedoni, trasporti pubblici capillari e accessibili, nessun ampliamento autostradale. Questo vale tanto per l’infausto PoLuMe quanto per l’inutile e costosa circonvallazione Agno-Bioggio».



