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ADAM BARBATO- SHOUFANI

Panico: la Russia vuole trattare!

Adam Barbato - Shoufani, coordinatore della Gioventù Comunista
ADAM BARBATO - SHOUFANI
Fonte ADAM BARBATO- SHOUFANI
Panico: la Russia vuole trattare!
Adam Barbato - Shoufani, coordinatore della Gioventù Comunista

Sono giorni di grande fermento nei salotti europei. A quattro anni di distanza dal riaccendersi del conflitto in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato una dichiarazione pubblica nella quale si è detto aperto a dei negoziati di pace che coinvolgano anche l’Unione Europea. A tale scopo, il Cremlino ha voluto indicare una preferenza per la mediazione: il già cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che durante il suo mandato aveva promosso una linea di collaborazione economica e politica nei confronti della Russia.

Forte sgomento da parte di Bruxelles: dopo quattro anni passati in poltrona ad approvare pacchetti di sanzioni per Mosca e di armi per Kiev, confidando nella vittoria sul campo contro la Russia, i vertici UE sono scioccati a sentir parlare di diplomazia. Come si permette Putin – si chiedono – di nominare addirittura una sua preferenza? "Il nome del negoziatore lo sceglie l'Europa" ha subito chiarito il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani.

Beh, si potrebbe anche dire che l’Europa un negoziatore ha avuto quattro anni per sceglierlo. Invece ha preferito foraggiare il regime di Kiev con i soldi dei suoi contribuenti inviando missili, carri armati, artiglieria e…cessi d’oro. A Roma fa eco Bruxelles con Kaja Kallas, che definisce Schröder come "un lobbista di alto livello per le aziende statali russe, quindi è chiaro perché Putin voglia che sia lui la persona in questione, in modo che in realtà sieda da entrambe le parti del tavolo". Anche qui si potrebbe sottolineare che, invece di fare la schizzinosa adesso, l’UE avrebbe potuto proporre un suo rappresentante per la mediazione prima che dovesse essere la Russia a farlo. Ad onor del vero un rappresentante l’Europa lo ha avuto: era l’inglese Boris Johnson, che all’inizio di marzo 2022 si era precipitato a Istanbul per partecipare ai negoziati e convincere l’Ucraina a combattere fino alla fine. Grandi doti diplomatiche! Risultato? Un paese distrutto, centinaia di migliaia di giovani ucraini mandati al fronte a morire inutilmente per una guerra che si poteva concludere in poche settimane. Insomma, dopo quattro anni ci ritroviamo con un’UE che vale meno di zero, amministrata da chi disdegna pure un’offerta di conferirle un ruolo sul piano internazionale che aveva perso da tempo.

E noi in Svizzera? Anche noi in effetti dovremmo essere sorpresi dall’offerta di Putin, ma non tanto per il fatto che ha proposto qualcuno, bensì per il fatto che quel qualcuno non sia un diplomatico svizzero. Dove sono finiti i nostri buoni uffici e la nostra credibilità diplomatica? Ci aspettavamo davvero che Mosca fosse talmente ingenua dal proporre un Cassis totalmente piegato alla NATO e all’UE (della quale peraltro abbiamo recepito le inutili e controproducenti sanzioni contro la Russia)? Io no di certo, e sono convinto che questo episodio sia un’ulteriore prova del fatto che il nostro Consiglio Federale stia demolendo la neutralità svizzera. Ed è per questo motivo che in autunno voterò SÌ all'iniziativa che vuole inserire la neutralità nella Costituzione federale!

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