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LUCA MUSCHIETTI

Quando Coldrerio va a Balerna: teatro materia obbligatoria alle elementari?

Luca Muschietti
LUCA MUSCHIETTI
Quando Coldrerio va a Balerna: teatro materia obbligatoria alle elementari?
Luca Muschietti

In un mondo reso insipido dalla sua stessa e malata frenesia, senza alcuna centralità di un'educazione alla meraviglia della vita, il tempo si è fermato l'altra sera a Balerna. All'oratorio è andata in scena una rappresentazione preparata per mesi dai bambini scolarizzati a Coldrerio, sotto la guida di due esseri umani consapevoli dell'importanza di mettere in scena le emozioni e saperle trasmettere.

Prisca e Antonello hanno lavorato e diretto egregiamente i bambini e con l'aiuto del corpo docenti (e la lungimiranza del Municipio di Coldrerio che ha approvato un credito per rendere possibile tutto ciò), hanno creato qualcosa di vivo e pulsante. Tutto è avvenuto usando il tempo destinato alle lezioni, quindi la scuola si è trasformata in un laboratorio di vita.Il risultato è stato ottimo, anche perché i bambini si sono davvero divertiti nella preparazione di un'esperienza che ha saputo portare tutta la scuola sul palco.

Sì perché coordinare l'intervento di tutte le classi all'interno della stessa pièce (il pretesto era una squisita rivisitazione della fiaba di Pollicino), ha permesso ai bambini di capire l'importanza del lavoro di gruppo e dell'apporto di ognuno per creare qualcosa di più grande. E non è forse la nostra collaborazione come esseri umani ad averci favoriti come specie dominante sul nostro pianeta? Non è forse questo il vantaggio evolutivo dell'homo sapiens su esseri molto meglio equipaggiati dalla natura di noi, come leoni o coccodrilli?

Quando la scuola riesce a far vivere profondamente l'importanza della collaborazione, attraverso un atto estetico e culturale molto curato, ci troviamo in pieno nel cuore del ruolo che l'educazione deve avere. Educare è un verbo che ci viene dal latino ed è composto da E (fuori) + ducere (condurre), quindi educare è un "condurre fuori". Ma da che cosa? Dalla nostra ignoranza, dalla nostra pura animalità,... verso la consapevolezza di chi siamo e di che cosa siamo capaci, specialmente agendo insieme. La scuola deve essere questo e non deve mai perdere di vista questo punto. L'essere umano va educato alla sua umanità. Non ci si deve fermare solo alla collaborazione, perché l'essere umano è anche le sue emozioni. Evviva la gioia e una buona educazione che ne tiene conto e la valorizza, ma essere umani vuol dire anche essere gelosi, arrabbiati, tristi, avere pensieri egoisti,... ed essere bambino vuol dire vivere in questo miasma sempre, senza avere ancora gli strumenti per mettere ordine e potersi strutturare ed esprimere armoniosamente.

Il teatro è sicuramente un passo importante verso la consapevolezza di ciò che ci rende umani, perché mette in scena la vita. Collaborazione e coordinamento vengono vissuti e sono reali, diventando tangibili nella buona riuscita dello spettacolo. Le emozioni messe in scena mettono i bambini nella condizione di doverle esplorare per poterle trasmettere durante lo spettacolo, e questo è estremamente positivo in un processo di acquisizione di consapevolezza.

I programmi fanno abbastanza per educare i nostri cuccioli alla loro umanità, alla consapevolezza?

Quando assisto al bel lavoro svolto a Coldrerio e mi emoziono guardando i bambini emozionarsi, tutti presi che erano nel curare la loro performance in vista della riuscita comune, mi dico che c'è ancora speranza di educare invece che insegnare. Insegnare è un "segnare dentro", letteralmente un "imprimere dei segni nella mente". Educare è far prendere coscienza dei segni, è trasformarli in semi e fornire gli strumenti per potare armoniosamente le piante che scaturiscono da questi semi, evitando di ritrovarsi in una boscaglia troppo fitta e selvaggia della quale possiamo rimanere prigionieri anche per tutta la vita.

L'obiettivo della scuola elementare (senza trascurare l'importanza di impostare già il cammino in quella dell'infanzia) deve essere la creazione della base degli strumenti per la consapevolezza della nostra umanità, attraverso l'esplorazione delle emozioni, per valorizzare l'empatia e la reale comprensione di noi stessi e degli altri. Solo da una base educata così, "condotta fuori" così, può nascere una generazione in grado di affrontare le nuove sfide verso le quali l'umanità corre a tutta velocità e alcune di queste, se non ci riconnettiamo con le nostre emozioni e non siamo educati a farlo, potranno esserci fatali perché trattate con scelte totalmente stupide e che non sfruttano l'enorme potenziale che ci è dato come esseri umani rispetto a qualsiasi altra creatura del pianeta. Ma potenziale e potenza, non sono nulla senza controllo. La consapevolezza è controllo nell'equilibrio e nel rispetto. Infatti, come può una persona veramente consapevole della natura umana ,dei suoi limiti (del fatto che siamo mortali, in preda a emozioni e paure,...) e del suo potenziale (del fatto che con il lavoro su noi stessi possiamo trascendere insieme limiti come la morte attraverso l'investimento nel nostro futuro, educarci alle emozioni e farne qualcosa di bello,...), ecco, come può un essere consapevole in questo modo pensare che la sua religione è meglio di altre e fare guerre ai suoi simili, o come può farsi accecare dal potere o dal denaro e compiere scempi contro la natura, totalmente distaccato dalla realtà e dai problemi della realtà? Semplicemente non può. E se ci prova, gli suona subito un campanello d'allarme e ha gli strumenti per capire che sta facendo un'enorme castroneria e rimettersi in discussione.

In questo senso, Il teatro è sicuramente un gioco che permette di esplorare tematiche complesse in tutta sicurezza e in modo completo e coinvolgente: dovrebbe far parte delle materie obbligatorie alle elementari. Grazie Prisca e Antonello per averci accompagnati nel vivere questa esperienza di umanità.E noi, che umanità vogliamo?

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