Il referendum sui castelli è riuscito… nonostante tutto!

Partito Comunista, Sezione Bellinzonese
La sezione bellinzonese del Partito Comunista esprime le sue felicitazioni per la riuscita del referendum comunale per salvare i Castelli. Il lavoro svolto all’interno del comitato interpartitico per la raccolta delle firme è stato proficuo e ci ha permesso di declinare il tema nella nostra principale sensibilità: l’accessibilità dei castelli. Siamo stati i primi, infatti, già durante il dibattito in Consiglio Comunale con un intervento del nostra esponente Alessandro Lucchini, a sottolineare la criticità di affidare la gestione della struttura ad una fondazione di diritto privato, che avrebbe un’autonomia pericolosa nell’ambito del controllo democratico sulle politiche turistiche, specialmente per quanto riguarda i prezzi di entrata. Il proposito rimane quello di vincere il referendum e di rinnovare il nostro impegno nei prossimi mesi, collaborando con le forze politiche sensibili al tema.
Alla soddisfazione avuta nel consegnare oggi le 4’650 firme presso la Cancelleria comunale si è però sommata la delusione per il clima politico che nelle scorse settimane si è respirato in merito al referendum. Come sottolineato dal nostro rappresentante Adam Barbato-Shoufani nella breve conferenza stampa odierna, non sono mancati attacchi personali, calunnie e ingiurie ai danni di tutti gli iniziativisti da parte di figure spesso vicine o direttamente integrate in ambienti istituzionali. L’atteggiamento intollerante e alquanto “nervoso” di alcuni individui che durante la raccolta firme hanno insultato cittadini e militanti politici mentre esercitavano pacificamente un loro diritto democratico ha indignato la nostra sezione, che invita tutti a un confronto più pacato e costruttivo.
Menzioniamo in particolare un caso avvenuto proprio pochi secondi dopo la nostra dichiarazione alla conferenza stampa di fronte a Palazzo Civico. Un individuo – in seguito identificato addirittura in un divisionario a riposo dell’esercito – si è infatti appostato dietro i rappresentanti dei vari movimenti promotori del referendum per poi insultarli, arrivando addirittura ad alzare le mani verso uno dei referendisti, alla presenza di giornalisti e ospiti che potranno confermare tale inaudita intemperanza, che riteniamo inaccettabile, specialmente da parte di chi ha o ha avuto prominenti ruoli istituzionali. Non si tratta infatti di un caso isolato e accresce le nostre preoccupazioni nell’ambito della tolleranza democratica e del pluralismo per cui come comunisti bellinzonesi continueremo a impegnarci.



