NO all’iniziativa popolare UDC che vuole silurare gli accordi bilaterali con l’Unione europea

Forum diritti senza confini
Il prossimo 14 giugno la popolazione svizzera sarà chiamata a votare sull’iniziativa popolare UDC “NO a una Svizzera con più di 10 milioni di abitanti”, la quale, se approvata, porterebbe all’isolamento del nostro Paese e all’impossibilità di avere rapporti stabili e solidi con l’Unione europea.
È la decima volta in un quarto di secolo che l’UDC cerca di sabotare i rapporti tra la Svizzera e l’Unione europea, sia con iniziative popolari che con referendum. Un accanimento democratico estenuante, che questa volta si fonda su una presunta lotta alla crescita del numero degli stranieri residenti. Un’argomentazione che però, espressa dall’UDC, risulta molto poco credibile, poiché l’aumento della popolazione straniera in Svizzera, prima e dopo l’entrata in vigore degli accordi bilaterali con l’Unione europea, non è che la diretta conseguenza del sistema economico sostenuto a spada tratta anche da questo partito, basato proprio sulla continua crescita di consumi, produzione, volumi di scambio, PIL, e quindi anche su quella di lavoratori e consumatori necessari a sostenerla.
Esprimere preoccupazione per la continua crescita quando si sostiene la propria iniziativa, ma poi ritenere problematica la crisi petrolifera attuale e le sue conseguenze sulla stessa crescita è manifestamente incoerente e mostra bene l’imbroglio argomentativo propinato alle cittadine e ai cittadini. Il vero obiettivo dell’iniziativa è infatti l’interruzione dei rapporti con l’Unione europea, che l’UDC persegue da decenni e che da decenni si scontra con la volontà popolare espressa dalla maggioranza degli svizzeri.
L’isolamento del nostro Paese sarebbe problematico da tutti i punti di vista. Il Forum diritti senza confini segnala come l’approvazione dell’iniziativa implicherebbe un passo indietro epocale quanto ai diritti delle persone straniere nel nostro Paese, perché metterebbe in discussione il sistema dei permessi B concessi ai lavoratori dell’Unione europea, i ricongiungimenti familiari e il diritto d’asilo nelle sue basi concrete.
L’UDC sogna una Svizzera isolata, aiutata da braccia straniere senza famiglia e senza terra assumibili ed espellibili a piacere, ma in realtà propone un incubo per chi immagina un futuro di benessere per il nostro Paese, per chi vuole farvi impresa, per chi vuole lavorarvi in un contesto stabile e umanamente accettabile, per chi nella Svizzera vede un ancora di salvezza dalla persecuzione e dalla guerra.
Per queste ragioni il Forum raccomanda un chiaro NO all’iniziativa.



