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PARTITO COMUNISTA

No ai tagli a USI e SUPSI e all'aumento delle rette universitarie per finanziare il riarmo

Partito Comunista
Depositphotos (Marlon_Trottmann)
No ai tagli a USI e SUPSI e all'aumento delle rette universitarie per finanziare il riarmo
Partito Comunista

Il Partito Comunista sostiene la petizione promossa dal Sindacato dei servizi pubblici VPOD in collaborazione con il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) e le organizzazioni giovanili della sinistra, fra cui la Gioventù Comunista, contro i tagli federali nella ricerca, le quali prevedono tra l’altro un aumento delle rette universitarie (mentre non mancano mai i soldi per la corsa al riarmo al servizio della NATO contro la neutralità). 

Il Partito Comunista si oppone anche ai tagli paventati dal governo ticinese di oltre 7 milioni di franchi all’anno per USI (5.5 mio), SUPSI (1.3 mio) e DFA/ASP (0.25 mio), e questo mentre ancora manca un contratto collettivo di lavoro per il personale accademico intermedio, senza il quale prevale il precariato che a sua volta compromette la qualità dell’attività universitaria. Invitiamo tutti a firmare le petizione online su ACT by Campax.

Nel frattempo è pendente in Consiglio di Stato l'interrogazione depositata a fine aprile dai nostri deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari atta a chiedere se è previsto anche negli atenei ticinesi un aumento delle rette universitarie: il pacchetto di tagli al bilancio della Confederazione che - a detta del governo nazionale - "serve principalmente a finanziare l’esercito e l’AVS", prevede infatti numerose misure di risparmio che colpiranno anche i Cantoni.

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