Timbrava e andava a lavorare in Ticino: «Ancora una volta siamo in mano ai truffatori»

È stata l'amministrazione comunale a far scattare l'indagine della Guardia di Finanza, afferma la sindaca di Cunardo
CUNARDO - Il paese di Cunardo è finito, suo malgrado, sotto i riflettori per la vicenda dell'ex dipendente comunale accusato di timbrare il cartellino per poi recarsi al lavoro non sul territorio, ma in Canton Ticino. Dopo l'iniziale silenzio, la sindaca Pinuccia Mandelli D'Agostini ha deciso di parlare e lo ha fatto con un video diffuso dall'agenzia di stampa italiana Ansa.
«Ci tengo a specificare che io, con la mia amministrazione, ho fatto partire l'indagine della Guardia di Finanza per tutelare la comunità di Cunardo». I militari della compagnia di Luino hanno monitorato le attività dell'uomo tramite accertamenti telematici, immagini di videosorveglianza e perfino pedinamenti, permettendo così alla Procura di Varese d'ipotizzare che l'addetto alla manutenzione del verde si fosse assentato dal lavoro in almeno 18 occasioni.
«Abbiamo avuto dei dubbi sul comportamento dell'ex dipendente», conferma la sindaca. «Pur risultando in servizio, si spostava con mezzi propri e probabilmente andava a lavorare in Svizzera, come la Guardia di Finanza ci ha documentato».
La vicenda è diventata argomento di discussione in tutti i bar e ritrovi pubblici, a Cunardo come nelle altre località circostanti. «Ancora una volta siamo in mano ai truffatori» afferma con durezza un residente, interpellato sempre dall'Ansa, chiedendo per l'uomo - per il quale, al momento, vige la presunzione d'innocenza - una giusta pena, in caso di condanna.



