Cure dentarie, l'appello per il sì: «Troppi pazienti rinunciano»

Una sessantina di professionisti della salute si schierano a favore dell'iniziativa
LUGANO - Un gruppo di professioniste e professionisti della salute attivi in Ticino prende posizione a favore dell’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie», invitando la popolazione a votare SÌ il 14 giugno 2026.
«Ogni giorno, nei nostri studi e nelle nostre strutture, vediamo le conseguenze di un sistema che lascia soli troppi pazienti di fronte alle spese dentarie», affermano i 61 firmatari. «Vediamo pazienti che aspettano anni prima di intervenire su una carie o un problema parodontale, non per mancanza di consapevolezza, ma perché non possono permettersi le cure». Quando infine si rivolgono ai professionisti, spiegano, «il problema è diventato più grave, più doloroso e molto più costoso – per loro, e per il sistema sanitario nel suo insieme».
Al centro dell’argomentazione vi è il legame tra salute orale e salute generale. «La scienza è chiara: la salute orale è parte integrante della salute generale», sottolineano. Patologie parodontali e infezioni dentali sono infatti associate a diverse malattie, tra cui diabete, malattie cardiovascolari e complicanze in gravidanza. «Trascurare le cure dentarie non è solo un problema estetico: è un problema di salute pubblica». Secondo i professionisti, prevenzione e trattamento precoce risultano «enormemente più efficaci – e meno costosi – delle cure tardive».
E ancora: «Il 5,8% della popolazione ticinese rinuncia completamente alle cure dentarie per motivi economici, una quota superiore alla media svizzera del 4,5%». Se si includono anche coloro che rimandano le cure per anni, la percentuale sale al 28,8%, pari a quasi una persona su tre. «E ogni giorno ne vediamo i volti nei nostri studi», evidenziano.
Tra le criticità segnalate figura anche l’insufficienza degli attuali sussidi, come assistenza e prestazioni complementari, che «non raggiungono le fasce intermedie della popolazione: famiglie con redditi medi-bassi che non rientrano nei criteri ma non si possono permettere le cure».
L’iniziativa propone un modello di finanziamento ispirato all’AVS, con contributi paritetici proporzionali al reddito, definito dai sostenitori «collaudato, trasparente e socialmente equo». Inoltre, un’assicurazione pubblica permetterebbe, secondo i promotori, di «controllare meglio i costi, evitando la crescita incontrollata delle tariffe».
Viene inoltre richiamata l’esperienza di altri Paesi europei, dove sistemi di copertura dentaria non avrebbero comportato un peggioramento della qualità delle cure, ma al contrario «l’accesso più ampio ha migliorato la salute pubblica».
L’iniziativa non entra nel dettaglio di aliquote o prestazioni specifiche, ma propone di inserire nella Costituzione ticinese il principio secondo cui la salute orale è un diritto universale. «I dettagli li definirà il Parlamento con il giusto coinvolgimento tecnico – come già avvenuto a livello cantonale (Ginevra) e poi federale per l’assicurazione maternità, che nacque esattamente così».



