«È rientrato in casa col volto pieno di sangue»

Dietro le quinte della notte da incubo vissuta da una famiglia di via Moderna. Parla la moglie dell'uomo aggredito da un individuo urlante.
Dietro le quinte della notte da incubo vissuta da una famiglia di via Moderna. Parla la moglie dell'uomo aggredito da un individuo urlante.
GIUBIASCO - Un trauma cranico. E un'emorragia interna. L'uomo aggredito nella notte tra lunedì e martedì attorno alle 3.30 in via Moderna a Giubiasco (Bellinzona) sarebbe stato colpito anche con una bottiglia. A raccontarlo è la moglie raggiunta da tio.ch all'Ospedale San Giovanni dove il marito è tuttora ricoverato. «Le sue condizioni restano serie», sospira la donna.
Il prologo
L'episodio avrebbe un prologo risalente a qualche settimana fa. È in quell'occasione che la vittima si sarebbe imbattuta per la prima volta nel presunto aggressore. «Una sera, attorno a mezzanotte, c'era un uomo di colore che girava urlando per la via – rammenta la moglie –. Forse alterato da sostanze. A un certo punto aveva anche dato fastidio a uno dei nostri figli. Mio marito in quell'occasione aveva dapprima cercato di intervenire. Poi aveva lasciato perdere. Sappiamo però che quella sera era arrivata una pattuglia di polizia chiamata da altre persone. Probabilmente gli agenti hanno avuto occasione di parlare con quell'individuo».
Urla nella notte
Individuo che sarebbe lo stesso presentatosi in via Moderna anche in questa occasione. Nel cuore della notte. «Dormivamo tutti – riprende la donna –. Mio marito è uscito allertato dalle urla di quel personaggio. Inizialmente non mi ero accorta di nulla. Poco dopo l'ho visto rientrare in casa pieno di sangue e privo di conoscenza. Straparlava. Sono stati attimi di panico. Non capivo cosa fosse successo. Mio marito era sotto shock. Dopo un'oretta, quando già avevamo chiamato i soccorsi, finalmente è riuscito a dirmi che era stato aggredito e picchiato dal tizio dell'altra volta».
Difficile al momento stabilire con esattezza cosa sia accaduto fuori dal cancello. Le chiazze di sangue sull'asfalto, come dimostrano le foto scattate da tio.ch, sono ancora visibili a diverse ore di distanza. «Mio marito sostiene di avere semplicemente chiesto al suo interlocutore di abbassare i toni. Con gentilezza. Gli credo. Non ho sposato un uomo arrogante e che alza la voce. Il vero problema è che in questa zona non ci sentiamo sicuri da tempo. E non lo dico solo io».
Una zona delicata
Via Moderna è situata a poche centinaia di metri da via Industrie, luogo dove recentemente alcuni residenti hanno manifestato profondo disagio a causa della presenza di uno strano via vai attorno a un'abitazione. Non solo. Via Moderna è la stessa via, nei pressi della stazione ferroviaria di Giubiasco, in cui qualche settimane fa una banda organizzata ha rubato alcune biciclette. E Via Moderna non è nemmeno molto lontana dal raggio di azione in cui a metà aprile si aggiravano tre individui che tentavano di entrare nelle case altrui.
«Capita di passeggiare alla sera e di imbattersi in persone ambigue – sottolinea un'altra residente –. Gente che ti fissa o che ti fa gesti discutibili. Io sono una persona anziana e ho il diritto di vivere in pace. Qui non è possibile al momento. Questa storia va avanti da troppo tempo».
Intanto la Polizia Cantonale starebbe cercando di rintracciare l'autore dell'aggressione verificatasi tra lunedì e martedì. «Una cosa è certa – fa notare la moglie dell'uomo aggredito –. Noi sporgeremo denuncia. Quella persona ha creato una situazione orribile. Sia per le ferite riportate da mio marito, sia per le conseguenze psicologiche per la nostra famiglia. Per noi sarà difficile dimenticare quanto accaduto».






