Rafforzare il doposcuola alle medie: il Parlamento vota contro

La maggioranza del plenum: «Finalità condivisibili, ma misure eccessivamente rigide»
La maggioranza del plenum: «Finalità condivisibili, ma misure eccessivamente rigide»
BELLINZONA - A larga maggioranza, con 62 voti, il Gran Consiglio ha respinto l’iniziativa parlamentare sul rafforzamento del doposcuola nelle sedi di scuola media, presentata in forma generica a settembre 2022 dall'MPS.
Approvato il rapporto di maggioranza
Secondo i promotori dell'iniziativa, le differenze di rendimento scolastico sono strettamente connesse alle condizioni familiari e sociali. Interventi limitati all’ambito pedagogico o organizzativo, pur importanti, non sono sufficienti a colmare tali divari. «Difficilmente si potranno ottenere svolte fondamentali nell’apprendimento e nella riuscita scolastica semplicemente facendo capo a modifiche di ordine pedagogico e didattico o relative all’organizzazione scolastica», si legge nel testo, che sottolinea la necessità di agire anche sul piano della “socialità scolastica”.
In questa prospettiva si inseriva la proposta di un significativo potenziamento del doposcuola, già presente nell’ordinamento ma ritenuto «in forma assolutamente insufficiente». L’iniziativa prevedeva che il servizio venisse organizzato in tutte le sedi di scuola media e che coprisse il tempo tra la fine delle lezioni e le 19.
«Misure eccessivamente rigide»
Pur condividendo «le finalità generali dell’iniziativa», il rapporto di maggioranza (relatore Alessandro Speziali, PLR) considerava le misure proposte «eccessivamente rigide, finanziariamente onerose e, in parte, ridondanti rispetto al quadro già esistente». Si riteneva, invece, prioritario «consolidare e valutare gli strumenti già messi in campo dal Cantone e portare avanti le riforme strutturali in corso, evitando di creare un nuovo obbligo generalizzato e permanente senza evidenze sufficienti».
In una fase come quella attuale, «la scuola deve stabilire priorità e concentrarsi sulla propria missione essenziale: garantire a tutte e tutti il raggiungimento dei traguardi di apprendimento e lo sviluppo delle potenzialità individuali. È su questa leva che si gioca la riduzione delle disuguaglianze e, indirettamente, anche il bisogno di ricorrere a sostegni esterni».
Il rapporto di minoranza
Per il rapporto di minoranza (firmato da PC e Verdi, relatore Ay), invece, bisognava accogliere l’iniziativa almeno in forma parziale, «assegnando a ogni sede di scuola media le unità lavorative supplementari necessarie per un’attività potenziata di doposcuola, assicurandosi che la partecipazione allo stesso non venga pregiudicata dalla scelta di particolari curricula scolastici da parte degli allievi».




