FFS verso nuovi tagli in Ticino? «Un attacco al lavoro e al servizio pubblico»

Il timore di uno smantellamento progressivo del settore ferroviario alimenta la richiesta di confronto tra FFS e autorità ticinesi.
«Le Ferrovie federali svizzere (FFS) si preparano a tornare in Ticino martedì 19 maggio per annunciare un nuovo taglio di posti di lavoro». A denunciarlo oggi (domenica) in una missiva al Consiglio di Stato è Matteo Pronzini (MPS), che richiama la posizione già espressa negli scorsi mesi dalle istituzioni cantonali e comunali. «Negli scorsi mesi il Consiglio di Stato, così come il Gran Consiglio e molte autorità comunali, aveva espresso la sua opposizione a nuovi tagli di posti di lavoro da parte delle ferrovie federali», afferma il sindacalista.
Nonostante ciò, prosegue il deputato, «dobbiamo prendere atto che per il momento le FFS sono sorde alle legittime e giustificate richieste espresse dal Canton Ticino». Alla luce della situazione, Pronzini chiede un confronto immediato con le autorità: «Vista la situazione vi chiediamo un incontro urgente al fine di discutere congiuntamente le azioni da intraprendere per impedire alle FFS ulteriori tagli di posti di lavoro nel nostro cantone».
Il riferimento a stretto giro è all'Assembla pubblica prevista martedì 19 maggio, (ore 20.30/Chiasso – Cinema Teatro) dal chiaro intento: "NO alla chiusura del deposito macchinisti FFS Cargo di Chiasso".
Dunque, la gestione delle Ferrovie federali svizzere (FFS) in Ticino torna così al centro delle polemiche. Da anni, si legge nel comunicato stampa del Comitato No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino, la dirigenza tratterebbe il cantone come «un baliaggio da sfruttare e saccheggiare», riducendolo a «semplice corridoio ferroviario» e trasferendo «posti di lavoro, competenze e funzioni strategiche» oltre Gottardo.
Secondo quanto denunciato nel comunicato, in Ticino non vi sarebbero impieghi nei settori centrali, mentre proseguirebbe una «continua e insistente centralizzazione» dei posti di lavoro non ritenuti indispensabili per la gestione della linea sul territorio. A ciò si aggiungerebbero decisioni strategiche definite «gravissime», i cui effetti ricadrebbero sulle lavoratrici e sui lavoratori ticinesi.
Tra i casi citati, la decisione dello scorso anno di abbandonare i terminali di Cadenazzo e Vedeggio, nonostante una «forte opposizione popolare e istituzionale», con la conseguente perdita di oltre 50 posti di lavoro.
La situazione potrebbe ora aggravarsi ulteriormente. Per martedì 19 maggio è infatti prevista la presenza della dirigenza FFS in Ticino, dove - secondo il Comitato - dovrebbe annunciare nuovi tagli e la «probabile chiusura del deposito di Chiasso», con la perdita di «altre decine di posti di lavoro».
Una prospettiva che viene definita «un nuovo attacco contro il Ticino e contro il servizio pubblico». Nel frattempo, grazie alla mobilitazione promossa dal comitato citato nel comunicato, il Gran Consiglio e il Consiglio di Stato avrebbero già preso posizione, trasmettendo alle FFS un messaggio chiaro: «basta smantellamenti, basta tagli ai posti di lavoro in Ticino, NO alla chiusura del deposito di Chiasso».



