Lupo, il segnale a Berna è stato lanciato

Il Gran Consiglio ha accolto l'iniziativa cantonale di Roberta Soldati e Sem Genini che propone di fissare un numero massimo di lupi sul territorio
BELLINZONA - Sulla gestione del lupo, «anche il Ticino deve dare un segnale a Berna». Lo ha detto, nell'aula parlamentare, la deputata Roberta Soldati (UDC) e lo ha ribadito, poco dopo, il deputato Sem Genini (Lega), rispettivamente cofirmatari dell'iniziativa cantonale che propone un cambio di paradigma mediante la fissazione di un numero massimo di lupi sul territorio. E quel segnale, il plenum — a ranghi ridotti, quando l'orologio aveva ormai superato le 20 — lo ha lanciato, accogliendo il rapporto di maggioranza che faceva suoi contenuti dell'iniziativa.
Il «limite ormai è stato superato da molto tempo», ha proseguito nel suo intervento Genini e «le famiglie di allevatrici e allevatori sono ormai allo stremo». Preoccupazioni condivise da un'ampia maggioranza dei presenti (49 i voti a favore e 10 quelli contrari).
L'iniziativa, lo ricordiamo, si allinea perfettamente con quanto già chiesto, mediante due mozioni, a entrambe le Camere Federali, da parte del "senatore" Fabio Regazzi e dal consigliere nazionale Alex Farinelli.
Nel dettaglio, l'atto incarica l’Assemblea federale di «codificare delle disposizioni in una Legge federale o Decreto federale, affinché sia consentito l’abbattimento di branchi o singoli lupi, a partire dal momento in cui la popolazione degli stessi raggiunge un numero massimo predeterminato in accordo con i Cantoni, tenuto conto delle peculiarità territoriali, ambientali e socio-economiche delle singole Regioni/Cantoni».



