«Per finanziare le iniziative delle casse malati, noi che vogliamo curare perdiamo il sussidio»

Doccia fredda per gli aspiranti studenti in fisioterapia ed ergoterapia il cui sostegno finanziario fa parte dei tagli previsti dal Consiglio di Stato.
Una lettera indigesta, quella arrivata ormai tre settimane fa nelle caselle email degli aspiranti studenti del bachelor in ergoterapia e fisioterapia della SUPSI.
In quest'ultima, infatti, si annunciava una «probabile sospensione delle indennità mensili cantonali». Queste, previste nell'ambito del progetto PROSAN 2021-2024, rischiano di decadere per finanziare le iniziative sulla cassa malati.
Il piano di risparmio, lo ricordiamo, era stato presentato - non senza contrarietà, anche piuttosto sentite - lo scorso aprile.
Un'ironia della sorte che risulta doppiamente amara, come confermato da un'aspirante studentessa che ha contattato la redazione di tio.ch proprio mentre - in quel di Bellinzona - si discuteva proprio dei contratti di prestazione degli atenei cantonali, tra i quali anche la SUPSI.
«Fa male pensare che chi inizierà a settembre - fra soli cinque mesi - dovrà fare a meno di questa risorsa preziosissima», ci conferma, «e sembra ancora più una beffa il fatto che la comunicazione sia arrivata così tardi... il 30 aprile, quando non è più possibile trovare altre alternative».
Va detto, e lo ribadisce anche la e-missiva firmata SUPSI, che il Gran Consiglio dovrà ancora approvare il piano del parlamento: «La decisione non è quindi definitiva», conferma l'ateneo che, comunque, parla di «elevata probabilità» che «le indennità non vengano più riconosciute» agli studenti.
Un ulteriore cortocircuito riguarda anche la comunicazione, gestita in tempi brevi (se non brevissimi): «La lettera è in aperta contraddizione con quello che si legge sul sito web, ancora oggi». Non solo, durante l'open day del 3 marzo le indennità erano state nominate. Ma è vero anche che il piano del Cantone è stato reso noto solamente a metà aprile.
Di questo, SUPSI si scusa (due volte): la prima nella stessa lettera inviata agli studenti candidati. La seconda a tio.ch, dopo essere stata contattata, garantendo che «grazie alla segnalazione il sito è stato aggiornato all'attuale situazione, in attesa di una decisione definitiva del Gran Consiglio».
Per chi, viste le mutate condizioni, vorrà cambiare percorso di studi è invece stata offerta una procedura semplificata di passaggio a un altro Corso di Laurea.



