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Festa finita, il futuro è già qui

Croci-Torti: «Mi aspetto che arrivi gente più motivata possibile»
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Festa finita, il futuro è già qui
Croci-Torti: «Mi aspetto che arrivi gente più motivata possibile»
«I giovani? Devono essere bravi loro a rimanere in prima squadra»
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LUGANO - Una stagione altalenante si è chiusa in bellezza per il Lugano che, capace di ritrovarsi cammin facendo e di crescere nei mesi, ha prima centrato l’obiettivo della top-6 per poi arrampicarsi fino al terzo posto finale in Super League. Sinonimo di qualificazione alla Conference League. Sinonimo di grande soddisfazione. Nel pallone soprattutto, tempo per godere dei successi in ogni caso non ce n’è; ecco dunque che nemmeno ventiquattro ore dopo aver tagliato un traguardo prestigioso, in bianconero stanno guardando alle prossime sfide. Alla prossima avventura, che andrà affrontata con una squadra rinforzata.

E anche di questo, di mercato, ha raccontato Mattia Croci-Torti nell’ultima chiacchierata prima del rompete le righe.

«Mi aspetto che arrivi gente più motivata possibile - ha spiegato il 44enne mister - che capisca le aspettative dei tifosi e le grandi motivazioni che abbiamo. Dobbiamo sostituire determinati giocatori, ma l'importante è che quelli che arriveranno abbiano lo spirito, il fuoco dentro, che non può mai mancare».

In entrata dovrebbero esserci almeno sei-sette elementi. Tanti pensando all’equilibrio del gruppo.
«Vorrà dire che ci vorrà tanta pazienza, vorrà dire che cambieranno tantissime dinamiche, che non sarà facile trovare subito quelle giuste. Quelli che sceglieremo arriveranno per ricoprire un ruolo preciso, non a caso; dunque siamo molto fiduciosi di poter partire subito, con grande entusiasmo». 

Qualcuno della U21 riuscirà a trovare spazio in prima squadra?
«Ci sono tante opzioni. Poi, per giocare in prima squadra, i nostri giovani devono essere semplicemente più bravi di quelli che abbiamo. Dunque noi aspettiamo che questi arrivino e che siano più forti degli altri. In quel caso l'allenatore della prima squadra non avrà nessun problema a inserirli. Qualche ragazzo inizierà con noi la preparazione. Poi devono essere bravi loro a rimanere. Quest'anno abbiamo dato la possibilità a tanti di mettersi in mostra, noi siamo disposti a vederli crescere». 

Potessero fare uno step in una squadra di Challenge League… che però in Ticino ora non c’è più.
«Il vero problema è che il Lugano di adesso è una squadra che ha grandi ambizioni e a cui i tifosi chiedono sempre di arrivare in Europa. Giochiamo fino all'ultimo secondo con obiettivi ben precisi. Dunque a volte la possibilità di lasciare sbagliare un giovane viene meno. Però noi siamo abbastanza tranquilli sotto questo aspetto. C'è qualcuno che secondo noi è già pronto per potersi allenare con frequenza con la prima squadra. C'è qualcuno che ha bisogno di un passo intermedio, però tante volte non bisogna avere fretta. A volte la parola pazienza è una cosa che l'entourage di questi giovani si dimentica. E invece bisogna fare i passi giusti per arrivare in prima squadra, consapevoli delle proprie capacità e di quello che speriamo che possa accadere nei prossimi anni o, perché no, nei prossimi giorni».

Nel frattempo, nell’attesa dei giovani, l’unica via per rinforzare il Lugano è il mercato. Ma fatto senza sperperare, perché, come spiegato da Martin Blaser, i bianconeri non possono spendere senza curarsi dei conti.
«Ci sono dei limiti, dei vincoli, e vanno rispettati se si vuol giocare in Europa - ha spiegato il Vicepresidente del consiglio di amministrazione & CEO del club - Quali sono? Si parte dai ricavi istituzionali. Parlando di sponsoring, entrate, public catering, abbonamenti e hospitality, per la stagione 26/27 abbiamo un budget di circa 12.5 milioni di franchi. Le regole della UEFA prevedono 60 milioni di sforamento su tre anni. Il calcolo è quindi abbastanza semplice, se prendiamo una media di 20 milioni all’anno e a questi si aggiungono i nostri 12.5 milioni, si arriva a 32-33 milioni, che alla fine è il tetto del nostro budget. Ho sentito dire “perché non spendono”, “non vogliono spendere”, “non sono ambiziosi”... Non è vero, sono le regole. E visto che il bacino in Ticino non è il più grande della Svizzera, i ricavi resteranno sempre abbastanza bassi se paragonati con quelli del Basilea, del San Gallo o del Young Boys. Tutto qui».

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