Abusata da tre uomini in un bagno pubblico, va in shock e finisce in clinica psichiatrica

La donna aveva un tasso alcolemico del 3,4 per mille e non era cosciente. Un 28enne afghano è stato condannato a due anni e mezzo di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera.
La donna aveva un tasso alcolemico del 3,4 per mille e non era cosciente. Un 28enne afghano è stato condannato a due anni e mezzo di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera.
ZURIGO - Giugno 2024. Una donna si accorge che qualcosa di terribile sta accadendo nel parco urbano Bäckeranlage di Zurigo. All'interno dei bagni pubblici, infatti, diversi uomini stanno abusando di una donna fortemente ubriaca.
La visitatrice del parco decide di spalancare la porta del bagno e di mettersi a urlare. Due uomini fuggono e un terzo esce dal gabinetto accanto, offrendole della cocaina e chiedendole di non chiamare la polizia.
Stando a quanto è emerso in seguito, il 28enne afghano si è in seguito avvicinato alla vittima e, come gli altri, ha abusato di lei.
Ieri, a due anni di distanza dai fatti, l'uomo è stato processato al Tribunale distrettuale di Zurigo. E ha respinto tutte le accuse, affermando di essere intervenuto per proteggere la malcapitata.
A seguire il dibattimento è stato 20Minuten. «Conoscevo la donna, l’avevo incontrata quella sera con un amico e avevamo bevuto insieme», ha dichiarato l’afghano in aula. «Quel giorno ho consumato droga e alcol. Ero così ubriaco da non riuscire più a prendere decisioni lucide». Ciononostante, ha sostenuto, ha provato ad aiutare la sua conoscente.
«Volevo prima calmare la donna più anziana che stava urlando. Non volevo che gli altri si accorgessero della situazione e arrivassero anche loro»-
Nella cabina del bagno, ha dichiarato, si sarebbe limitato a dare un colpetto sulla spalla alla donna. «Poi lei mi ha tirato per i pantaloni e ha chinato la testa verso il mio pene». La malcapitata si sarebbe quindi riaddormentata. «Volevo portarla fuori dal bagno. Ma c’era già la polizia», ha insistito. «Volevo solo proteggerla, ma nessuno mi crede».
La vittima, è emerso, è stata trovata nel bagno, priva di sensi, dalla polizia. Al momento dei fatti aveva un tasso alcolemico del 3,4 per mille ed è risultata essere un'alcolista con disturbo borderline. In seguito si è saputo che era in uno stato di ebrezza tale da non essersi nemmeno accorta dell'abuso di gruppo. Quando però è stata informata ha avuto un crollo ed è stata ricoverata in una clinica psichiatrica.
Il giudice, ad ogni modo, ha rimarcato che il DNA della vittima è stato trovato sulla mano, sui testicoli e sull’organo genitale dell'imputato. Inoltre l'uomo aveva inizialmente ammesso di aver praticato una masturbazione sulla donna.
L'afghano, oltretutto, ha molti precedenti penali nel nostro Paese, tra cui furto, danneggiamento, lesioni personali e reati legati alla droga.
La Corte, in definitiva, non ha creduto alla sua versione e l'ha condannato a due anni e mezzo di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera per otto anni.





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