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SVIZZERA

Permesso B ai profughi ucraini, Berna risponde a Quadri

Per il Consiglio federale non significa automaticamente poter rimanere in Svizzera
20min/Anna Bila
Fonte ATS
Permesso B ai profughi ucraini, Berna risponde a Quadri
Per il Consiglio federale non significa automaticamente poter rimanere in Svizzera

BERNA - Il fatto che molti profughi ucraini possano ottenere dal marzo prossimo un permesso di dimora di cinque anni non significa che possano rimanere in Svizzera.

È quanto risponde il Consiglio federale a una mozione di Lorenzo Quadri mediante la quale il ticinese chiede di modificare la Legge sull'asilo affinché i profughi ucraini non abbiano diritto dopo 5 anni di permanenza in Svizzera (quindi da marzo del 2027 dopo l'introduzione dello statuto S di protezione nel marzo 2022) al permesso B (permesso di dimora valido 5 anni, rinnovabile).

Secondo la Legge sull'asilo, infatti, «se dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato la protezione provvisoria, le persone bisognose di protezione ottengono dal Cantone un permesso di dimora valido fino all'abrogazione della protezione provvisoria».

Quadri motiva la sua richiesta col fatto che i costi ricadrebbero per intero sui Cantoni e sui Comuni di residenza (il Ticino teme costi per il periodo 2027-2032 di circa 330 milioni di franchi mentre solo per il 2027 di alcune decine di milioni, secondo dati del Cantone).

Nel testo depositato, il consigliere nazionale della Lega rammenta che lo statuto S per i profughi ucraini è orientato al rimpatrio, come affermato dallo stesso Consiglio federale. Per questo, a detta di Quadri, l'ottenimento di un permesso di dimora è incompatibile con una permanenza definitiva a carico del contribuente.

Rispondendo alle argomentazioni del deputato luganese, il governo ricorda che il permesso di dimora scade nel momento stabilito dal Consiglio federale per l'abrogazione della protezione provvisoria. L'ottenimento di un permesso di dimora, precisa l'esecutivo, «non implica dunque che i beneficiari hanno diritto a restare in Svizzera».

Quando la protezione provvisoria sarà revocata, tutte le persone bisognose di protezione saranno trattate allo stesso modo, a prescindere che siano titolari di un permesso di dimora oppure no. Dovranno lasciare la Svizzera tranne nel caso in cui sussistano ostacoli all'esecuzione o un rischio di persecuzione, precisa il Consiglio federale.

Quanto alla modifica della Legge sull'asilo o dello statuto S, per il governo è ancora presto per parlarne. Al momento, l'esecutivo ha deciso di rinunciare a rivedere la legge per equiparare lo statuto di protezione S all'ammissione provvisoria. Quando lo statuto S per le persone provenienti dall'Ucraina sarà abrogato esaminerà quali adeguamenti sono necessari in materia. Solo allora saranno disponibili esperienze esaustive, dall'attivazione alla revoca.

Nell'ambito della strategia in materia di asilo 2027, Confederazione, Cantoni, Città e Comuni sono stati inoltre incaricati di elaborare una strategia per integrare lo statuto di protezione S nel sistema d'asilo e d'integrazione. Considerati i lavori in corso, il Consiglio federale è al momento contrario ad adeguamenti sostanziali dello statuto S.

Circa i costi, scrive il Consiglio federale, se il pacchetto di sgravio 2027 entrerà in vigore l'anno prossimo, cadrà anche il sussidio federale per gli oneri inerenti l'aiuto sociale sostenuti dai Cantoni per le persone bisognose di protezione titolari di un permesso di dimora. In questo contesto, la Confederazione e i Cantoni stanno vagliando se adeguare l'ordinanza 2 sull'asilo per conferire ai Cantoni la competenza di definire lo standard di sostegno.

L'esecutivo rammenta poi che sono state adottate diverse misure per migliorare l'integrazione, in particolare nel mercato del lavoro. In tal modo è anche ridotta la percentuale di persone bisognose di protezione che fanno capo all'aiuto sociale. Tra le persone bisognose di protezione che soggiornano in Svizzera già dal 2022, il tasso di occupazione è più elevato rispetto alla popolazione complessiva delle persone bisognose di protezione.

Il loro tasso di occupazione è in continuo aumento e attualmente supera il 46% (in Ticino, secondo cifre di Quadri, il 30% dei circa 2500 profughi ucraini ha un lavoro mentre l'80% dipende dagli aiuti sociali). Il tasso medio di occupazione di tutte le persone bisognose di protezione attive ammonta al 67%. Il 48% delle persone che esercitano un'attività lucrativa guadagna più di 3 mila franchi al mese.

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