Obesità in Svizzera: tra stigma e mancanza di cure

Nonostante sia riconosciuta come malattia, i malati continuano a subire discriminazioni e difficoltà di accesso alle terapie
Nonostante sia riconosciuta come malattia, i malati continuano a subire discriminazioni e difficoltà di accesso alle terapie
BERNA - Il 79% della popolazione svizzera riconosce l'obesità come una malattia che necessita di trattamento. Ciononostante, le persone colpite lamentano significative discriminazioni e ostacoli, sia nella vita quotidiana che all'interno del sistema sanitario. Questa evidente discrepanza tra il riconoscimento medico della malattia e la realtà del trattamento viene evidenziata dal primo Barometro svizzero sull'obesità di Novo Nordisk.
Forte stigma
L'indagine, condotta dall'istituto di ricerca gfs.bern, rivela le profonde tensioni sociali che caratterizzano la vita delle persone affette da obesità. L'82% della popolazione e il 97% degli operatori sanitari ritiene che in Svizzera le persone gravemente sovrappeso siano stigmatizzate. L'obesità viene quindi equiparata ai disturbi mentali e alle dipendenze. Questa discriminazione è diffusa anche all'interno del sistema sanitario: quasi due terzi delle persone colpite (64%) dichiarano di aver subito discriminazioni da parte degli operatori sanitar
Obesità in Svizzera
Il 43% della popolazione di età pari o superiore a 15 anni è affetto da sovrappeso o obesità; il 12% convive con l'obesità. Tra i bambini (6-12 anni), il 16% è in sovrappeso o obeso, il 5% convive con l'obesità.
I costi (diretti e indiretti) generati dal sovrappeso e dall'obesità in Svizzera ammontano a circa 6,8 miliardi di franchi all'anno.
Si pensa sia mancanza di disciplina
Sebbene il 79% della popolazione generale e il 96% della comunità medica considerino l'obesità una malattia che richiede trattamento, persiste il concetto di responsabilità personale. Il 76% della popolazione attribuisce un grado significativo di responsabilità personale a coloro che ne sono affetti, impegnandosi attivamente nella lotta contro il sovrappeso. Quasi la metà (49%) individua la causa principale nella mancanza di disciplina e in uno stile di vita inadeguato, un'opinione condivisa anche dal 41% dei medici. Questo stigma costringe le persone colpite a giustificarsi costantemente.
«Il primo Barometro dell'Obesità di Novo Nordisk conferma il persistente stigma legato al sovrappeso tra le persone colpite, anche laddove ci si aspetterebbe naturalmente un supporto, ad esempio dalla propria cerchia familiare o dagli operatori sanitari. Per colmare in modo duraturo questa lacuna nell'assistenza, dobbiamo rimuovere le barriere legate alla vergogna e consentire alle persone colpite di accedere facilmente e con rispetto a un trattamento completo e coordinato a lungo termine», spiega Anne Mette Wiis Vogelsang, Direttore Generale di Novo Nordisk Svizzera.
Carenze nell'assistenza: il sistema sta raggiungendo i suoi limiti
In media, gli intervistati valutano la gestione dell'obesità in Svizzera con un punteggio mediocre di 4,9 su 10, un dato che contrasta nettamente con altre malattie croniche come il cancro, per le quali la qualità dell'assistenza è stata valutata in modo significativamente più positivo nel corso degli anni1.
Questa situazione deriva da ostacoli emotivi e strutturali: a causa della vergogna, una grande percentuale delle persone colpite non cerca nemmeno aiuto (72%). Chi inizia una terapia spesso la interrompe prematuramente per mancanza di sostegno da parte della propria cerchia sociale (37%), stress psicologico (35%) o costi proibitivi del trattamento (34%). Inoltre, è particolarmente importante valutare l'assistenza fornita alle persone colpite che hanno seguito un programma di dieta o di consulenza nutrizionale.
La crescente domanda, unita alla limitata capacità di fornire assistenza
Quasi tre quarti dei medici che prescrivono trattamenti per l'obesità riscontrano un aumento significativo delle consulenze relative a questa patologia. Tuttavia, le infrastrutture sanitarie faticano a soddisfare questa domanda. Gli ostacoli amministrativi complicano l'assistenza continua negli ambulatori medici e gli intervistati hanno segnalato la mancanza di sistemi strutturati di riferimento interdisciplinari.
«I risultati del Barometro dell'Obesità dimostrano chiaramente la necessità di un cambiamento strutturale nel sistema sanitario svizzero. L'accesso al supporto professionale non dovrebbe essere ostacolato da pregiudizi o da limiti di capacità», afferma il Dott. Tobias Keller, responsabile senior del progetto presso gfs.bern.
La prevenzione fin dall'infanzia e un piano d'azione nazionale sono essenziali
L'opinione pubblica e la comunità medica ritengono che sia necessario intervenire: considerano una maggiore consapevolezza della malattia, un'alimentazione sana e l'attività fisica misure altamente efficaci. Quest'ultima dovrebbe essere incoraggiata fin dalla più tenera età. Inoltre, una netta maggioranza del personale medico e delle persone colpite sostiene l'attuazione di un piano d'azione nazionale (personale medico: 74%; persone colpite: 58%).
L'opinione pubblica chiede inoltre ai principali attori coinvolti di dimostrare un impegno significativamente maggiore in futuro. Oltre all'industria alimentare e delle bevande (72%), l'opinione pubblica si aspetta in particolare che la professione medica (58%) e diversi attori politici si impegnino maggiormente nella lotta contro l'obesità.
Note sullo studio
Il "Barometro dell'obesità" è uno studio in due parti sulla percezione, l'accettazione e la gestione dell'obesità in Svizzera. Tra il 23 aprile e il 17 maggio 2026, sono state intervistate 1.539 persone della popolazione svizzera di età pari o superiore a 16 anni, nelle tre lingue nazionali, insieme a 116 medici di base e specialisti in obesità. L'indagine sulla popolazione è stata condotta utilizzando un approccio a metodi misti, combinando un panel online ("Polittrends") e interviste telefoniche (CATI RDD Dual-Frame); i professionisti sanitari sono stati selezionati tramite campionamento casuale attraverso IQVIA. I dati sono stati ponderati in base a età, sesso, lingua, luogo di residenza, livello di istruzione e affiliazione politica e sono rappresentativi della popolazione svizzera di età pari o superiore a 16 anni. Il margine di errore campionario è di ±2,5 punti percentuali per la popolazione generale e di ±9,0 punti per la professione medica, con un livello di confidenza del 95%. Lo studio è stato condotto da gfs.bern per conto di Novo Nordisk.




