Spari e assedio: 27enne armato si arrende

L'operazione speciale della polizia zurighese è terminata con la resa del sospettato. Le motivazioni del gesto sono però ancora da chiarire.
ZURIGO - Si è concluso con un arresto l'intervento di polizia scattato nelle prime ore di questa mattina, martedì 14 luglio, a Regensdorf, nel canton Zurigo. Un cittadino svizzero di 27 anni, ritenuto il presunto autore degli spari avvenuti durante la notte, è stato fermato dopo una lunga operazione condotta da un’unità speciale.
Le forze dell’ordine sono riuscite a individuare l’appartamento da cui sarebbero partiti i colpi e a stabilire un primo contatto con l’uomo. Il dialogo si è però interrotto, aumentando la tensione attorno all’edificio, già circondato da agenti armati.
I negoziati e l'arresto - Solo poco prima delle 9 i negoziatori sono riusciti a ristabilire la comunicazione, convincendo il sospettato a uscire dall’abitazione e a consegnarsi senza opporre resistenza.
Ma andiamo con ordine. L’intervento era scattato dopo diverse segnalazioni di spari intorno alle 4.15 del mattino, provenienti da residenti e da persone presenti in una vicina stazione di servizio. Secondo le prime informazioni, alcuni colpi sarebbero stati esplosi anche in direzione delle forze di polizia, senza però causare feriti.
Movente ancora sconosciuto - L’operazione ha comportato un imponente dispiegamento di mezzi e uomini, con il coinvolgimento anche dei pompieri per la gestione della viabilità, che ha subito diverse limitazioni.
Intorno alle 9, come detto, la situazione è tornata sotto controllo e le restrizioni sono state in seguito revocate. Le autorità non hanno però ancora fornito ulteriori dettagli sulle motivazioni del gesto.
Paura tra i residenti del quartiere - «Si prova una certa inquietudine», ha raccontato a 20Minuten una residente della zona. La donna era uscita al mattino con il cane quando ha visto il massiccio dispiegamento di forze.
«Non è qualcosa che succede tutti i giorni. Ho portato il cane da mio marito in ufficio, ma ho chiesto a un vicino di accompagnarmi». Sul suo stato d’animo dopo la fine dell’operazione aggiunge: «Rimane una strana sensazione, ma per fortuna sembra che il peggio sia passato».



