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SVIZZERA

Una fotografa svizzera cattura la Via Lattea nei nostri cieli...e la NASA ricondivide

La fotografa romanda Angel Fux ha fotografato un cielo spettacolare, a oltre 4'000 metri d'altitudine, sulla Dent d'Hérens.
Angel Fux
Fonte 20Minutes
Una fotografa svizzera cattura la Via Lattea nei nostri cieli...e la NASA ricondivide
La fotografa romanda Angel Fux ha fotografato un cielo spettacolare, a oltre 4'000 metri d'altitudine, sulla Dent d'Hérens.

SION - Catturare, in un’immagine, il doppio arco della Via Lattea. È l’impresa realizzata dalla fotografa svizzera Angel Fux, conosciuta e apprezzata per i suoi scatti notturni ad alta quota.

Questa foto spettacolare, immortalata dalla Dent d’Hérens, al confine tra il Vallese e l'Italia, ha persino attirato l’attenzione della NASA, che lo scorso mese l’ha condivisa sulla sua piattaforma "Astronomy Picture of the Day". Lo riporta 20Minutes.

A colpire l'agenzia spaziale statunitense, in particolare, è stato il fatto che gli archi apparsi nell'immagine, in questo caso, erano addirittura tre. «L'astrofotografa, sorpresa, si è resa presto conto che il cielo era così buio che si notava anche un intero arco di debole luce zodiacale, luce solare diffusa dalla polvere del Sistema Solare interno. E questo collegava artisticamente i due archi della Via Lattea!», scrive la Nasa sulla sua piattaforma.

A oltre 4'000 metri...con -28 gradi
Per realizzare questa fotografia, Angel Fux ha dovuto salire fino a quasi 4'200 metri di altitudine e lavorare in condizioni estreme, con temperature fino a -28°C e forti raffiche di vento. «Ci sono esperienze che si pianificano per mesi e per le quali, quando accadono, non si è comunque preparati», scrive la giovane nel suo blog.

La fotografa, cresciuta nella Svizzera romanda, si è preparata per sei mesi per realizzare questa impresa. E l'ha portata a termine lo scorso marzo, scalando la Dent d’Hérens fino a un'altezza di 4'173 metri, accompagnata dalle guide alpine Richard e Arnaud Lehner. «I fotografi non ci vanno, ancora meno in inverno e certamente non di notte», osserva Fux, perché trasportare contemporaneamente l'attrezzatura alpinistica e quella dedicata all'astrofotografia non è certo il massimo della comodità.

Le condizioni in vetta, oltretutto, si sono rivelate più dure del previsto. Invece dei -19°C attesi, la temperatura è scesa fino a -28°C. Nonostante qualche problema tecnico e il freddo estremo, però, la giovane è infine riuscita a scattare la foto. Poco prima dell’alba, l’inquinamento luminoso sul versante italiano è diminuito, offrendo, secondo Angel Fux, una visione del cielo di una chiarezza inattesa.

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