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SVIZZERA

Vince chi blocca i migranti “cattivi”, il videogame della discordia è già finito offline

La provocazione, ideata dall'Egerkinger Komitee, ha catalizzato l'attenzione anche della Commissione federale svizzera contro il razzismo che lo ha definito «chiaramente razzista» e ipotizza il reato.
Egerkinger Kommitte
Fonte Nau.ch, Watson.ch
Vince chi blocca i migranti “cattivi”, il videogame della discordia è già finito offline
La provocazione, ideata dall'Egerkinger Komitee, ha catalizzato l'attenzione anche della Commissione federale svizzera contro il razzismo che lo ha definito «chiaramente razzista» e ipotizza il reato.

ZURIGO - Una versione di “Space Invaders” senza astronavi e marziani, ma con una guardia di confine elvetica e un'orda di migranti che inesorabilmente si avvicinano.

Lo scopo del gioco è piuttosto evidente sin da subito: quello di intercettare tutte le persone incappucciate con un trolley, anche mamme e papà con bimbi, e lasciare entrare invece i migranti “buoni” rappresentati da medici, cuochi e intellettuali.

«Muovi la guardia di frontiera a sinistra e a destra usando i tasti freccia e respingi l'immigrazione clandestina! Su PC, usa la barra spaziatrice per correre», riportano le istruzioni. Anche il titolo del videogame, inizialmente disponibile online, lascia poco spazio all'immaginazione: “Proteggere la Svizzera dall'islamizzazione strisciante”.

Realizzato dall'Egerkinger Komitee, entità fortemente conservatrice e con chiara posizione anti-islamica, il game fa parte della campagna a favore del (rovente) oggetto in votazione il 14 giugno prossimo. Stiamo ovviamente parlando dell'iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni!”.

Rimasto attivo per una manciata di giorni, è stato improvvisamente e inaspettatamente messo offline, dopo che il portale di notizie Nau ha chiesto lumi a riguardo della piattaforma (Netfly) che lo ospitava.

Il gioco è stato molto criticato, soprattutto dall'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) e alcuni esponenti di spicco del Partito socialista. Le critiche vertono soprattutto sulla «disumanizzazione» e sulla «normalizzazione» della violenza.

A chinarsi sulla questione è stata anche la Commissione federale svizzera contro il razzismo (CFR), su segnalazione di Campax. Secondo l'organo governativo, che ne riconosce la natura «chiaramente razzista» e ritiene che «potrebbero esserci gli estremi per una rilevanza di tipo penale». Fra le ipotesi di reato potrebbero esserci l'incitamento all'odio e alla discriminazione.

«Volevamo solo dare un po' di dinamismo a questa campagna catturando l'attenzione delle giovani generazioni», ha commentato al portale Watson Anian Liebrand, il CEO dell'Egerkinger Komitee, «Se il gioco è una provocazione? Probabilmente sì, abbiamo una certa esperienza in questo senso».

Secondo quanto appreso proprio da Nau.ch il titolo fa parte di una campagna finanziata interamente dal Comitato, per una cifra stimata attorno ai 50'000 franchi. Non è chiaro se il gioco ritornerà mai online.

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