110 milioni trasferiti (illegalmente) in Svizzera stanno per tornare ad Algeri

20 rogatorie internazionali sono state accolte, si tratta di fondi risalenti all'era Bouteflika
ALGERI - In Algeria, 110 milioni di dollari stanno per rientrare nelle casse dello Stato, provenienti dalla Svizzera, dove erano stati illecitamente trasferiti durante l'era dell'ex presidente, il defunto Abdelaziz Bouteflika. Lo rende noto un comunicato del Consiglio dei ministri algerino, in cui il ministro degli Esteri Ahmed Attaf ha presentato un aggiornamento sul dossier relativo al recupero dei capitali sottratti.
Secondo la stessa fonte, sono state inviate 33 rogatorie giudiziarie alle autorità svizzere, di cui 20 accolte, mentre quattro casi sono stati finora definitivamente trattati. L'importo, superiore a 110 milioni di dollari, sarà trasferito all'Algeria nell'ambito di tali procedure, senza che sia stata indicata una data precisa per il rimpatrio dei fondi.
Nel quadro della cooperazione internazionale, il presidente Abdelmadjid Tebboune ha espresso il proprio ringraziamento alla Svizzera e alla Spagna per il contributo fornito nel recupero degli asset. Il comunicato segnala inoltre l'assenza di risposte da parte della Francia, nonostante l'invio di 61 rogatorie giudiziarie.
Dal 2019, a seguito delle proteste del movimento popolare 'Hirak', che con l'appoggio delle Forze Armate avevano rovesciato il regime di Bouteflika, le autorità di Algeri hanno avviato una vasta campagna giudiziaria contro la corruzione, coinvolgendo imprenditori e alti funzionari. Il recupero dei fondi illeciti rappresenta uno degli impegni centrali del programma del presidente Tebboune.
Nell'ottobre 2025, lo stesso Tebboune aveva annunciato il recupero di circa 30 miliardi di dollari a livello nazionale, dopo il sequestro di diversi beni, tra cui aziende e impianti industriali, reintegrati nell'economia sotto gestione pubblica.



