Cerca e trova immobili
CANTONE

Percorrere tutto il Giro d'Italia, prima dei campioni. «Una bellissima follia»

Greta Ongaro ha lasciato Zurigo per compiere una vera e propria impresa. Ha seguito la corsa fin dalla Calabria e sarà sulle strade della Bellinzona-Carì
Percorrere tutto il Giro d'Italia, prima dei campioni. «Una bellissima follia»
GRETA ONGARO
Percorrere tutto il Giro d'Italia, prima dei campioni. «Una bellissima follia»
Greta Ongaro ha lasciato Zurigo per compiere una vera e propria impresa. Ha seguito la corsa fin dalla Calabria e sarà sulle strade della Bellinzona-Carì

BELLINZONA - Affrontare le tre settimane di una corsa a tappe ciclistica come il Giro d'Italia, non essendo una professionista della bicicletta: è la sfida che Greta Ongaro sta portando avanti da ormai quindici giorni e che la vede pronta ad affrontare le tappe (tremende) dell'ultima settimana. A cominciare dalla Bellinzona-Carì, in programma proprio domani.

L'anno buono, dopo quattro anni di pianificazione
Originaria della provincia di Bergamo ma residente a Zurigo, dove lavora per una società di consulenza strategica, Greta è un'assidua praticante di cicloturismo e ha più volte valicato le Alpi in sella alla sua due ruote a pedali, con destinazione proprio la Bergamasca. Conosce bene il Ticino, avendo già avuto modo di pedalare sulle sue strade. Negli scorsi quattro anni ha pianificato una sfida ambiziosa: percorrere i tracciati delle tappe del Giro, seguendo lo stesso itinerario della gara che vede al via Vingegaard, Gall, Pellizzari e così via.

«Ogni giorno dubito di potercela fare» spiega a Tio.ch «ma ogni giorno è una nuova avventura, una nuova sfida». Gli scorsi anni, confida, si diceva: "Stai a casa, lavora, stai tranquilla, non ce la farai mai." Però quest'anno ho pensato: "Quando mi ricapiterà di essere in questa condizione fisica e di vita? Quest'anno o mai più"». Per mettersi sulle strade del Giro occorrono prima di tutto le gambe e la testa, ma anche una buona pianificazione. «La prima settimana l'ho pianificata nel dettaglio, ma nel cicloturismo c'è sempre una buona dose di improvvisazione e di adattamento. Bisogna essere flessibili». Il che consiste nel non prenotare in anticipo gli alberghi e fare un po' di necessità virtù, adattandosi alle varie situazioni che si incontrano strada facendo.

Non solo la strada, anche il meteo
Oltre alle difficoltà del tracciato bisogna mettere in conto l'imprevedibilità del meteo. Al maltempo e ai diluvi di una decina di giorni fa nell'Italia centro-meridionale è seguito il caldo anomalo di questi giorni. «Preferisco questa settimana, rispetto alla precedente. Tutta la vita il caldo».

Tra pedali e lavoro
Lunedì è stato l'ultimo giorno di riposo per gli atleti, ma per Greta non è stato propriamente un giorno libero. Non ha pedalato, ma ha dovuto sbrigare alcune faccende di lavoro. «Per questo motivo ho portato con me il computer». Il dispositivo elettronico, tra l'altro, è un ingombro rilevante nella dotazione ridotta all'osso che porta con sé in questo Giro. «Avrei preferito avere un kit da bici in più per la pioggia, piuttosto che avere il computer», ammette. È il suo incarico a richiedere la presenza, almeno da remoto, nonostante le ferie "ciclistiche".

Un bagaglio ridotto all'osso
Con quale dotazione si affrontano tre settimane in sella, in Giro per l'Italia? «Nella mia valigia non ci sta più niente: oltre al computer c'è un kit "invernale", ovvero pantaloni lunghi, maglia a maniche lunghe, un anti-vento e un kit corto. Poi ne ho un altro, che definisco "civile": un paio di pantaloni della tuta, pantaloncini, una felpina e scarpe. Giusto per non essere impresentabile quando entro in un ristorante», spiega ridendo.

Logistica e solidarietà
Una grande avventura, quella di Greta Ongaro, ma nascosta nella tappa ticinese c'è una grande tentazione: «Quella di prendere il treno e tornare a Zurigo». Perché l'ultima settimana fa paura, con tappe di montagna da migliaia di metri di dislivello ogni giorno. C'è poi un dettaglio che pesa sicuramente sui campioni in gara, ma ancora di più su una cicloturista. «Le logistiche del Giro sono folli». Ci sono arrivi in salita in Valle d'Aosta e ripartenze in Lombardia, a centinaia di chilometri di distanza. Oppure un salto dal Friuli a Roma, in occasione del gran finale. Per fortuna Greta è stata "adottata" dal Team Valsir, una formazione impegnata nel Giro-E, manifestazione collaterale alla corsa rosa, e ha ricevuto il loro aiuto in alcune occasioni. «La compassione fa miracoli», scherza. Spesso però ha dovuto fare ricorso ai mezzi pubblici come pianificato in origine. E non è sempre stato agevole.

Gli incontri, belli e non
Tra i momenti meno felici ci sono senz'altro la tanta pioggia presa nei giorni scorsi, ma anche un incontro spiacevole. «Un gruppo di cani randagi o da pastore, che mi hanno inseguita per 200 metri sotto la pioggia». Tanta fatica e altrettanti disagi, ma questa impresa è senz'altro un'esperienza indimenticabile. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche degli incontri fatti lungo il percorso. «Ho passato due giorni con campioni del passato come Gianni Bugno, Igor Astarloa e Sonny Colbrelli. È una bellissima follia». Tutto dà la carica in vista della massacrante settimana finale. «Ho preso più forma, anche se le gambe sono stanche. Però piano piano... Devo solo metterci il doppio del tempo dei professionisti e arrivo al traguardo».

Calcoli e strade chiuse
Tra le necessità quotidiane di Greta c'è anche il calcolo dei tempi di percorrenza del tracciato da affrontare l'indomani. Lo fa con l'aiuto della tecnologia e delle tempistiche calcolate dall'organizzazione del Giro per i professionisti. «Dipende poi dalle condizioni meteo: se piove calcolo un po' di più. E poi devo tenere sempre un certo margine, per arrivare prima del Giro-E e soprattutto della corsa». Già, perché bisogna anche fare i conti con la chiusura delle strade e con poliziotti più o meno inflessibili. «Applicano gli ordini ricevuti» riconosce Greta «ed è cambiato molto da località in località: mi è capitato di essere bloccata quattro ore prima dell'arrivo della gara, in altri casi mi hanno lasciata passare. C'è sempre un po' di tensione, un costante problem solving».

Pensando già alle Dolomiti
Lunedì Greta ha passato il giorno di riposo a Milano e ha approfittato di un passaggio offerto da un amico cicloturista di rientro a Bellinzona. Nel contesto della settimana finale del Giro d'Italia quella con arrivo a Carì non è una tappa da incubo, «anche se tranquilla non è. Ma non mi spaventa: qualsiasi cosa capiti, so che posso fare affidamento sui mezzi di trasporto. E poi mi sento a casa». All'orizzonte ci sono le Dolomiti. «La logistica la devo ancora studiare nel dettaglio, ma lì ci sarà poco da pensare e tanto da pedalare».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE